Vaccini, gli over 50 sono entusiasti: «Un passo avanti verso la normalità»

I primi vaccinandi al drive in dell’ospedale di Belluno: «Ottimo questo cambio di passo, avanti con la profilassi»

BELLUNO. Ora tocca ai cinquantenni. È iniziata ieri mattina alle 10.30 la campagna vaccinale per le persone nate dal 1962 al 1971 compresi. È la dimostrazione che l’Ulss vuole vaccinare in tempi rapidi il maggior numero di persone per poter garantire una certa serenità dal punto di vista sociale.

Al punto vaccinale di Belluno la giornata prometteva bene fin dall’alba con un sole splendente e una temperatura gradevole. I cinquantenni sono arrivati un po’ alla spicciolata: chi ha preferito accaparrarsi i primi posti giungendo 45 minuti prima, chi è arrivato con più calma, chi in coppia con la moglie per fare la doppia vaccinazione, ma c’è anche chi si è svagato guardando gli scoiattoli arrampicarsi sugli alberi del giardino dell’ex padiglione della Pediatria. Questa è un po’ la cronaca di una mattina storica per molti bellunesi.


Alle 10.20 i medici e gli addetti al servizio hanno iniziato il consueto screening lungo quel consueto serpentone d’auto che si snodava fino alla base dell’elicottero del Suem. Tra i vaccinandi l’atmosfera è serena. Per qualcuno è il momento del sospiro di sollievo.

Avventurandosi fra di loro c’è la sensazione condivisa di voler uscire dalla pandemia il prima possibile. «Sono contento di potermi finalmente vaccinare», esclama Moreno Tormen con la moglie al suo fianco. «Poter fare la prima dose, a livello psicologico, ci fa star meglio e ci permette di avere qualche certezza in più. In questo modo ci si muove all’esterno più tranquilli e più tolleranti. L’importante poi è fare il prima possibile la seconda dose».



Spostandosi verso un’altra vettura della fila c’è Umberto Fusco che precisa: «Speravo arrivasse questo momento perché ho delle persone in famiglia che hanno delle invalidità. Spero ora si possa procedere in fretta con la campagna vaccinale, affinché si risolva il prima possibile questa pandemia. È un passo avanti che si possano vaccinare i cinquantenni ai primi di maggio. All’ospedale di Belluno in questi periodi tutti gli operatori sono stati molto bravi e veloci: si sono spesi molto sottoponendosi anche a dei rischi».



C’è anche chi si trova sul posto a fare da autista per qualcuno. È il caso di Marco Scarzanella, che accompagna la mamma: «Il personale sanitario sta facendo un ottimo lavoro, da un paio di mesi hanno cambiato marcia, quindi speriamo si continui così». Al suo fianco mamma Antonella esprime la sua felicità: «Sono contenta, visto che ho anche tre nipotini. È ovvio che si dovranno mantenere le precauzioni, però il vaccino costituisce una sicurezza in più».

Fra le prime auto arrivate al drive-in c’è quella di Eddy Del Vesco che fa un appello verso chi non si vuole vaccinare: «Non vaccinatevi per voi, ma fatelo per gli altri. Io non vedo l’ora di farlo. Poi voglio evidenziare un altro aspetto: per fortuna siamo nel Veneto e a Belluno dove si è agito bene. Fra l’altro non mi aspettavo di essere vaccinato a maggio, ma a settembre».



Germana De Faveri si sofferma su alcuni risvolti del valore del vaccino: «Sono soddisfatta per come sia stata velocizzata la campagna vaccinale. Se si riuscisse a vaccinare tutta la maggior parte della popolazione usciremo in fretta dalla pandemia. Penso però che i “no vax” rallentino l’andamento. Credo sia opportuno vaccinarsi anche per potersi muovere serenamente».

Infine c’è anche chi è arrivato dalla parte alta della provincia. Si tratta di Patrizia Del Favero che, accompagnata dal marito, è scesa da Borca di Cadore: «Appena mi hanno avvertito mi sono prenotata. Anche i miei figli attendono con ansia il loro turno. Qui a Belluno è a dir poco fantastico per come si è proceduto velocemente. Avevo già portato mia madre due mesi fa ed ora tocca finalmente a me». —


 

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