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Lettere all’antrace alla Provincia di Belluno, inizia il processo all’ex sindaco

I vigili del fuoco con la lettera arrivata in Provincia

Luca De Martin Topranin avrebbe inviato buste con la farina anche a sei paesani. L’accusa: procurato allarme e interruzione di pubblico servizio

BELLUNO. L’antrace era farina di grano. Al massimo bicarbonato di sodio, secondo le analisi del Ris dei carabinieri di Parma. Destinatari delle lettere anonime la Provincia di Belluno e sei amministratori e collaboratori del Comune di Comelico Superiore: il sindaco Marco Staunovo Polacco e poi Valentino Ribul Moro, Luigi Zambelli Domelin, Sergio Zandonella Necca, Marco Zambelli Mariani e Stefano Zandonella Golin. Ma l’ex primo cittadino Luca De Martin Topranin è finito lo stesso a processo per le ipotesi di reato di procurato allarme, simulazione di reato e interruzione di pubblico servizio.

È difeso dall’avvocato Roberta Resenterra e, al momento, non si sa dove sia. L’ultimo domicilio conosciuto è Fossalta di Portogruaro. Nessuno gli chiederà i danni, perché non ci sono costituzioni di parte civile, tuttavia la Procura della Repubblica non ha dubbi sulle sue responsabilità. Se ne riparlerà dopo l’estate, dopo una prima udienza filtro.


La missiva anonima era arrivata a palazzo Piloni il 21 novembre 2016. Sulla busta, destinatario e indirizzo scritti con una calligrafia da bambino e sotto l’aggiunta “Italien” e “omaggio piste... ciclabili”. Una volta aperta con cautela, ne era uscita una discreta quantità di polvere bianca, che poteva far pensare a un attacco nucleare biologico chimico, di conseguenza era stato necessario applicare il protocollo di emergenza per rischio antrace. Alcuni dipendenti erano stati evacuati e fatti spogliare, per permettere ai vigili del fuoco la bonifica degli uffici, che rimarranno chiusi per alcuni giorni. Buste simili erano arrivate a sei comeliani.

Fin dal primo momento, i carabinieri di Santo Stefano avevano seguito la pista locale. Il riferimento alle piste ciclabili era ai lavori di collegamento fino a Misurina del percorso ciclo-turistico della Val d’Ansiei ad opera del Comune di Auronzo, del quale l’allora presidente della Provincia, Daniela Larese Filon, era sindaco. De Martin Topranin non era d’accordo e aveva deciso di dirlo in maniera minacciosa e sotto forma anonima. E i sospetti erano caduti da subito sull’indagato, perché la calligrafia era parecchio simile a quella di alcuni esposti riconducibili a lui.

Sono scattate delle perquisizioni, che hanno permesso di trovare altre lettere autografe, una delle quali indirizzata alla Corte suprema di Vienna. La maggior parte firmate Michielino di anni 9. In una delle case, invece, è stata trovata una notevole quantità di farina. Il lavoro è passato da una parte alla sezione di grafica e dall’altra al Ris. Le analisi hanno dati i riscontri attesi dagli investigatori: la calligrafia è di De Martin e la sostanza quella farina. —


 

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