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Il lavoro “incrocia” l’universo giovani: i boscaioli tra le figure più richieste nel Bellunese

Sessantacinque imprese rispondono al sondaggio della Consulta del Cadore con Cia, Confartigianato e Coldiretti 

L’INDAGINE. Nell’Altobellunese mancano boscaioli, addetti alle vendite e operai specializzati. Sono queste le principali figure professionali che le imprese del territorio stanno cercando. Nei giorni scorsi la Consulta giovani del Cadore ha pubblicato una relazione contenente i risultati dell’indagine sul mercato del lavoro in particolare nell’Altobellunese: 65 le imprese che hanno partecipato compilando uno specifico questionario.

IL PROGETTO


«Nell’ambito de “Il Cadore che vorrei”, l’iniziativa finalizzata all’ascolto dei bisogni e delle idee dei giovani, è emersa la necessità di rendere maggiormente conoscibili le figure professionali più ricercate dalle imprese del territorio», ha spiegato Luca Frescura, uno dei vicepresidenti della Consulta, «dopo la fase di ascolto, abbiamo cominciato a dare un seguito alle richieste arrivate dai ragazzi e, per il settore lavorativo, abbiamo creato un questionario che, in collaborazione con Confartigianato, Coldiretti e Cia, abbiamo sottoposto alle imprese della provincia».

I PARTECIPANTI

Sono 65 le risposte arrivate, con una netta preponderanza di aziende della parte alta della provincia (il 64,62% in Cadore, Comelico e Ampezzo); completano il quadro alcune imprese della Val Belluna, dell’Agordino e dell’Alpago (rispettivamente il 26,62%, 4,62% e 6,15%). Tra le 65 risposte, prevalgono quelle provenienti dal settore del terziario, con una fetta di grafico pari al 45%; primario e secondario compongono invce, rispettivamente, il 38 e il 17 per cento.

LE FIGURE CHE NECESSITANO

Ciò che meglio si rileva dall’indagine dalla Consulta è la tipologia delle figure professionali che le aziende partecipanti al progetto stanno cercando. Tra le principali: addetto alla vendita, addetto uso di mezzi d'opera, cuoco e aiuto cuoco, architetto, banconiere, barista, boscaiolo, cameriere, carpentiere, consulente assicurativo, consulente finanziario, donna per le pulizie, elettromeccanico, fiscalista, geometra, idraulico, ingegnere, lucidatore occhiali, meccanico, muratore, operaio specializzato in edilizia, panettiere, pasticciere, perito edile, risk manager, operatori amministrativi, addetti al taglio e montaggio lenti, tecnici e laureati Stem, tecnico metalmeccanico e tecnico di cantiere.

CLASSIFICAZIONE DELLE IMPRESE

Guardando al numero dei dipendenti e utilizzando la rispettiva classificazione europea, emerge che la provincia di Belluno è per lo più costituita da micro e piccole imprese; infatti, il campione di aziende ha specificato per il 78,46% di avere meno di 10 dipendenti (microimprese), l’1,54% più di 250 (grande impresa), l’1,54% meno di 250 (media impresa) e il restante 18,46% meno di 50 (piccola impresa).

TITOLI DI STUDIO

Al fine di offrire un quadro completo, la Consulta ha indagato anche sul titolo di studio della maggior parte dei lavoratori già in organico. Il 64,62% di essi possiede il diploma di scuola superiore (tra questi il 55,38% ha un diploma di istruzione professionale, il 33,85% di istruzione tecnica e il 10,77% liceale); il 29,23% licenza media; il restante 6,16% si divide tra laurea triennale e laurea magistrale (specie ingegneria ed economia).

UNDER 30

Circa la presenza di giovani, la maggior parte delle aziende che hanno risposto al questionario dice di avere meno del 10% dei lavoratori sotto i trent’anni; solamente il 21,54% ha invece più del 40% di under 30.

QUOTE ROSA

Un ultimo dato riguarda la presenza femminile. Per il 41,54% delle aziende, più della metà dei lavoratori sono quote rosa. Il 32,31% ha invece meno di una donna ogni 10 lavoratori.

OFFERTE DI LAVORO

La relazione della Consulta si occupa poi di analizzare nello specifico le singole risposte suddivise per settori. Rileva principalmente la richiesta di nuovi lavoratori: mentre il settore industriale è, per il 73% delle aziende coinvolte, in cerca di personale, nel primario e nel terziario solamente il 36% e il 21,43% delle imprese sono pronte ad assumere. «È importante che i giovani sappiano chiaramente quali sono le possibilità sul territorio», conclude Frescura, «ci impegneremo a garantire un periodico aggiornamento della nostra indagine, auspicando una sempre più vasta partecipazione delle imprese». —



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