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La campagna accelera già oltre 30 mila i bellunesi coperti. Prima dose a 100 mila

Cinquetti: «Per i quarantenni attendiamo la circolare regionale Iniziare a prenotare non significa che i vaccini si faranno subito»

BELLUNO. Sono oltre trentamila i bellunesi (30.610 il dato di ieri mattina) che hanno già ricevuto tutte e due le dosi di vaccino anti Covid. E sono oltre centomila le dosi totali somministrate nel territorio dell’Ulss 1 dall’inizio della campagna vaccinale.

«È un numero importante», spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione, Sandro Cinquetti. «È il frutto di un grande lavoro di squadra, che vede impegnata tutta la struttura dell’azienda sanitaria nei drive-in, il capillare lavoro di medici di base (oltre 12mila le dosi che hanno somministrato), la collaborazione di Comuni, forze dell’ordine, volontariato, farmacie». E da questa settimana anche del Cvp di Sedico, attivato in collaborazione con Luxottica.

FASCIA DAI 40 AI 49 ANNI

Ora c’è un nuovo impegno all’orizzonte, annunciato nella consueta diretta Facebook di ieri dal presidente della Regione Luca Zaia: da lunedì, ha detto, si aprono le prenotazioni per la fascia di età tra i 40 e i 49 anni.

L’Ulss di Belluno è pronta a questa nuova sfida? «Abbiamo avuto anche noi la comunicazione durante la conferenza stampa del presidente Zaia. È una scelta condivisibile e che non ci sorprende: ormai si sta andando avanti velocemente per coprire le fasce di età sotto i cinquant’anni, anche per l’esigenza evidente di garantire la copertura vaccinale del mondo produttivo”.

“Attendiamo comunque la circolare formale per cominciare ad aprire le agende delle prenotazioni. Questo non vuol dire che da lunedì si inizia già a vaccinare ma che presumibilmente prenderà avvio la possibilità di prenotarsi». I bellunesi compresi in quella fascia di età sono 27.500.

L’ANDAMENTO DELLE VACCINAZIONI

«In questo momento», spiega Cinquetti, «stiamo vaccinando i bellunesi dai 50 anni in su, oltre ai disabili, ai fragili e ai caregiver. Per quanto riguarda la fascia dai 50 ai 59, abbiamo somministrato la prima dose al 25 per cento. In questo caso c’è già una percentuale elevata di persone che sono state vaccinate, perché fanno parte di categorie essenziali: penso ai sanitari, agli insegnanti, agli operatori nelle case di riposo, alle forze dell’ordine. Quindi il 25 per cento è dato sia da quella parte iniziale della campagna vaccinale che da quanto stiamo facendo in questi giorni”.

“Guardando anche alle prenotazioni in corso che arrivano fino a giugno e che stanno andando molto bene, penso che riusciremo a coprire il 50 per cento della fascia di età tra 50 e 59 anni. Per quanto riguarda gli ultrasessantenni (60-69), attualmente siamo arrivati al 60 per cento con una dose e in poco tempo credo che riusciremo a superare il 70 per cento. Questo è un dato importante e anche indicativo: infatti le vaccinazioni antinfluenzali in genere ci lasciano molto soddisfatti quanto toccano il 70 per cento della popolazione. Comunque anche questi numeri sono destinati poi a salire piano piano».

Secondo i dati Istat i bellunesi che hanno dai 60 ai 69 anni sono circa 28.000, quelli tra i 50 e i 59 anni superano i 33mila. Nella fascia di età che va dai 70 e ai 79 anni, almeno una dose è stata somministrata all’82 per cento. Percentuale elevatissima per quelli sopra gli 80 anni, i vaccinati con una dose sono il 97 per cento mentre con la seconda dose è coperto l’82 per cento.

DISPONIBILITA’ DEI VACCINI

Ma ci sono vaccini a sufficienza, ora che Zaia ha aperto anche ai 40enni? Il direttore della Prevenzione è ottimista: «I vaccini arrivano secondo i criteri europei e italiani e noi ci adeguiamo. Attualmente abbiamo una prospettiva di arrivi consistenti di Pfizer ai primi di giugno, il vaccino Moderna arriva in misura minore ma con regolarità, del Johnson & Johnson ci sono poche dosi ma ci vanno bene perché come monodose è adatto alla somministrazione da parte dei medici di base e a domicilio dei pazienti».

Caso Astrazeneca: a che punto siamo? Ci sono problemi per le seconde dosi? Cinquetti si attende che ne arrivino abbastanza dall’operazione di recupero che si sta facendo a livello nazionale di quanto non viene utilizzato da altre regioni. «Comunque noi ne abbiamo da parte una buona quantità, e l’obiettivo è di arrivare ad avere scorte per somministrare le seconde dosi pendenti da qui a luglio. È scontato che siano garantite le seconde dosi, quindi non c’è da preoccuparsi per questo».

PFIZER A 21 O 42 GIORNI?

Le ultime disposizioni prevedono che la seconda dose di Pfizer venga spostata da 21 a 42 giorni e molti cittadini, anche bellunesi, sono perplessi. «È vero, nella scheda tecnica di Pfizer si indicano 21 giorni per la seconda dose», precisa Cinquetti, «e Moderna indica 28 giorni. Ma accanto a queste strategie delle aziende farmaceutiche, ci sono le strategie sanitarie che hanno lo scopo di allargare il più possibile la base della popolazione vaccinata almeno con una dose. Si badi bene: l’allungamento dei tempi della seconda dose è del tutto consentito e anche raccomandato e non compromette in alcun modo la persona immunizzata».

I MEDICI DI BASE

La vaccinazione da parte dei medici di base si sta svolgendo molto bene, è ben organizzata, con tempi di attesa bassissimi e grande coinvolgimento di tutto il territorio, dal Comune, al volontariato, alle forze dell’ordine, oltre ai medici e al personale sanitario della Ulss.

«I medici di base stanno facendo in media 300 vaccinazioni al giorno e 2000 a settimana. Che ci sia una vera e propria mobilitazione nei comuni non mi stupisce, questo è un evento che capita ogni cento anni e coinvolge tutti, e tanti danno una mano. Inoltre è una azione capillare, perché i medici di base conoscono tutti i loro pazienti e possono anche rispondere ai dubbi e alle incertezze per aiutare a superarli», conclude Cinquetti.

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