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Un proiettile per il pubblico ministero: a gennaio il processo

Chiuse le indagini sul post della turista contro il magistrato che l’aveva indagata per le offese dopo Vaia

ROCCA PIETORE. Un proiettile d’artiglieria per il magistrato. Laura Internicola sarà in tribunale anche per minaccia al pubblico ministero bellunese Roberta Gallego. È il sostituto procuratore della Repubblica di Belluno che l’aveva indagata per diffamazione aggravata alla comunità di Rocca Pietore, dopo la tempesta Vaia dell’autunno 2018.

La bresciana di Carpenedolo si è messa di nuovo nei guai su Facebook. Il 7 febbraio dell’anno scorso, alle 20.27, ha postato la foto di una minacciosa bomba, corredata dal messaggio penalmente rilevante: «Cara pm di Belluno, se non ti dai una regolata alla svelta, lo sai dove te lo ficco sto’ proiettile vero?!?». E in coda a una parolaccia, l’imputata aggiunge: «Te e tutti i togati del circo, quindi a mali estremi, estremi rimedi».

Non si parla direttamente di Gallego, ma Internicola non dovrebbe avere niente contro Katjuscia D’Orlando e Marta Tollardo, al di là di un’eventuale scarsa stima nei confronti della magistratura provinciale.

Le indagini preliminari sono state svolte dai carabinieri di Trento e il processo comincerà nel gennaio dell’anno prossimo, davanti al relativo tribunale. Non a Belluno, perché è coinvolto un magistrato e la sede competente è quella della provincia confinante. Quella delle toghe trentine è Venezia. Internicola è difesa dal mantovano Gianfredo Giatti, da vedere se sceglierà il rito ordinario o alternativo.

È fissata per il 5 ottobre, invece, l’udienza per diffamazione aggravata della popolazione di Rocca. Dopo aver pagato il parcheggio dei Serrai di Sottoguda, aveva scritto: «Siete semplicemente indegni e indecenti» e poi «a tre mesi dalla frana e devastazione pensate solo a prendere i soldi del parcheggio, del trenino estivo e a pulire per terra in paese, canyon chiuso e alberi sulle strade lasciati a remengo. Popolazione di lazzaroni ed assistenzialisti. Ma piegate la schiena a lavorare, che vivete di questo e rendete il paradiso in cui state un inferno. E c'è gente che gli vuol pure dare soldi... Per cosa, quando la mentalità è marcia».

Peraltro l’ha querelata due volte anche il primo cittadino di Livinallongo, Leandro Grones: «Zaia e le saccocce sono prontissimi, ma naturalmente quel cerebroleso falso e ipocrita del sindaco deve rompere. Tieni i dintorni di Andraz a cesso a cielo aperto e pulisciti la bocca, quando parli dei soldati che hanno dato la vita per difendere quei territori che oggi voi non curate affatto. Ottusi alla follia. Bellumaaaatttt, zitti e obbedite al Vs presidente di Regione».

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