Quarantadue comuni bellunesi senza nuovi casi di Covid un'intera settimana

Dal 10 al 16 maggio l’incidenza in provincia è stata di 32 nuovi casi per 100 mila abitanti. Rivamonte con due positivi schizza subito in avanti, seguono Quero Vas e Alano di Piave

BELLUNO. Un solo comune in provincia di Belluno ha un’incidenza di casi di Covid tra 251 e 500 ogni 100 mila abitanti ed è Rivamonte che registra, come precisa il sindaco Nino Deon due positivi e due in quarantena. «Fino alla settimana scorsa», sottolinea il primo cittadino, «non avevamo alcun caso, poi negli ultimi giorni sono venuti fuori questi due che in una popolazione di 641 abitanti fa scattare in alto l’incidenza». È questo il dato più alto relativo all’incidenza di casi in provincia ogni 100 mila abitanti relativamente alla settimana dal 10 al 16 maggio scorsi secondo il report dell’Ulss 1 Dolomiti.

Sono Quero Vas ed Alano le realtà dove l’incidenza è pari a 126-250 casi per 100 mila abitanti. Sedici i comuni dove sono stati registrati nella settimana appena conclusa tra l1 e i 125 positivi per 100 abitanti. I restanti 42 comuni non hanno evidenziato alcun nuovo contagio. Ed è per questo che la settimana scorsa l’incidenza media della provincia di Belluno è risultata pari a 32 casi per 100 abitanti.

INCIDENZA COVID 17052021 by Luca Traini on Scribd

«Per la prima volta siamo al di sotto dei 50 nuovi casi per 100 mila» commenta il direttore della Prevenzione, Sandro Cinquetti, «e questo è un dato importante, perché un’incidenza inferiore ai 50 positivi è indicati dalle Regioni al governo come possibile riferimento per l’avvio delle zone bianche. Quindi la provincia di Belluno è tra quelle a minore incidenza a livello nazionale. Siamo contenti», prosegue Cinquetti, «perché questo risultato deriva dal grande impegno profuso nella presa in carico dei positivi, nella rapidità di esecuzione dei tamponi e dell’attività del laboratorio e da una quarantena molto determinata sui contatti, oltre alla campagna vaccinale che sta procedendo bene». Cinquetti non nasconde che ci sia ancora qualche resistenza da parte dei positivi nel rivelare i loro contatti stretti. «È un sacrificio che continuiamo a chiedere ai pochissimi positivi. Parliamo di dieci casi al giorno, per cui le persone in quarantena sono all’incirca una trentina al giorno. È un sacrificio determinante per il futuro estivo di questa provincia. Dobbiamo rapidamente andare verso un numero di casi che stiano tra le dita di una mano».

Cinquetti invita però, malgrado i numeri in flessione, di non abbassare la guardia. «Siamo fuori per tre quarti da questa tornata epidemica, ma non dobbiamo abbandonare i comportamenti responsabili perché abbiamo visto cosa è accaduto lo scorso autunno dopo un’estate un po’ troppo libera. Certo, il prossimo inverno non sarà come quello trascorso perché è intervenuta una campagna vaccinale molto estesa che sta mettendo in sicurezza persone che per età e condizioni rischiavano di andare incontro alla malattia grave. Tanto che ora il virus sta circolando su una fascia più giovane della popolazione».

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