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Ristori per la montagna, pronti 55 milioni per il Bellunese

Atteso il varo del Sostegni bis, l’erogazione dei contributi a giugno. E oggi il governo decide sulla ripartenza degli impianti

BELLUNO. Mentre oggi il Governo potrebbe decidere la ripartenza della stagione estiva con gli impianti di risalita – ultimo fine settimana di maggio? –, si stanno materializzando i ristori per le chiusure del 2020 in montagna. 61 milioni per il Veneto, rispetto ai 700 del Decreto Sostegni in conversione alla Camera, Belluno spera di incamerarne almeno 55, di cui una trentina per gli impianti di risalita, gli altri per maestri di sci, rifugisti, altri servizi di supporto, a cominciare dai noleggi. I contributi potrebbero arrivare a 60 milioni con la distribuzione dei successivi 100 milioni (Decreto Sostegni Bis per i primi mesi del 2021, che sarà varato dal Consiglio dei ministri nelle sedute di martedì o, al più tardi, di venerdi. «I fondi per gli impiantisti arriveranno sicuramente entro metà giugno; per le altre categorie bisogna attendere i decreti attuativi», dice il parlamentare di Forza Italia, Dario Bond.

Gli operatori turistici, impianti bellunesi compresi, se ne aspettavano di più, circa una settantina, soprattutto tenendo conto che l’Alto Adige riceverà 228 milioni e la Provincia di Trento 140. L’assegnazione tiene conto non solo del calo del fatturato ma anche dei costi fissi. E si sa quanto pervasiva sia l’economia turistica nelle vicine province autonome. Ancora non è nota quale sarà la ripartizione puntuale del fondo tra le province del Veneto, il turismo invernale, Asiago a parte, significa soprattutto Belluno.

Il tesoretto sarà erogato direttamente dal Ministero una volta stabiliti gli importi. Si sa, però – informa il parlamentare bellunese della Lega, Paolo Saviane – che 32,8 milioni di euro andranno agli impianti di risalita su un totale di 430 milioni previsti a livello nazionale. «Il contributo è stato stabilito nella misura del 70% dell’importo corrispondente alla media dei ricavi ottenuti dalla vendita dei biglietti negli anni 2017 – 2019».

Tanti indennizzi oppure pochi? «Quelli giusti. Ci accontentiamo», commenta Renzo Minella, presidente dell’Anef. «Corrispondono, grosso modo, al 50% del nostro fatturato». Al Collegio regionale del Veneto dei maestri di sci andranno complessivi 3 milioni 386 mila, che verranno ripartiti su 1291 professionisti iscritti mentre per le imprese turistiche danneggiate dai divieti e ubicate nei territori dei comprensori sono previsti complessivi 24 milioni 774 mila euro.

Ma quando arriveranno questi contributi, attesi, per la verità, fin da gennaio, quindi dal precedente Governo? È ormai probabile in giugno. «Non conosciamo con certezza le tempistiche dell’erogazione», precisa Saviane, «ma il decreto è stato approvato e ora siamo solo in attesa che i tecnici del Governo formalizzino lo stanziamento. Ricordiamo che nel Sostegni Bis sono previsti altri 100 milioni in sostegno alle attività ricettive di montagna, per la cui distribuzione non si guarderà il calo del fatturato ma il totale delle spese fisse sostenute nei mesi di chiusura. Io credo che questi siano buoni segnali, tali da farci intravedere una primavera dopo un lungo e rigido inverno».

Intanto sulle Dolomiti, a cominciare dal passo Falzarego, ci si augura che oggi a Roma si decida la data della riapertura degli impianti e che nei prossimi giorni arrivino le linee guida.

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