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“Scuola d’estate”, attività motorie e molti laboratori nel Bellunese per socializzare

Bambini delle elementari che vanno a scuola accompagnati dalla mamma

L’idea contenuta nella circolare ministeriale piace ai presidi. Nei comprensivi ma anche alle superiori si sta già lavorando

BELLUNO. Scuola d’estate? Gli istituti comprensivi della provincia e quelli superiori ci stanno pensando e si stanno organizzando non senza aver coinvolto, i primi, anche i comuni. Stiamo parlando della circolare ministeriale per prevede il rientro a scuola dei ragazzi di ogni ordine e grado nei periodi da giugno a settembre per recuperare non tanto competenze e conoscenze, ma quella socialità perduta durante il Covid.

E quindi la circolare sottolinea l’importanza di attività da fare magari all’aria aperta, o di tipo motorio o laboratoriale per incentivare i ragazzi a riscoprire lo stare insieme, il lavoro di gruppo, sempre beninteso nel rispetto delel regole anti Covid-19. All’Ic Tina Merlin, tra i più attivi nel comune capoluogo, la dirigente Bruna Codogno precisa che «per le attività estive ci stiamo pensando. Abbiamo fatto una rapida, consultazione tra gli insegnanti e la disponibilità ci sarebbe, ma non per recuperare lezioni o laboratori di italiano o matematica». Per il Comprensivo 2 di Belluno si tratterà di valutare l’opportunità di aderire al bando che mette a disposizione dei fondi europei (Pon), bando che scadrà venerdì.

«La nostra idea», precisa Codogno, «era di organizzare un modulo di scienze motorie o di esplorazione del territorio, o di educazione fisica, e magari anche un laboratorio di robotica che sta prendendo molto i ragazzi. A disposizione abbiamo una trentina di ore per modulo, ma prima di partire serve la certezza della disponibilità dei bambini per tutto il tempo. Siamo in contatto col Comune di Belluno per coordinarci con il centro estivo: magari l’insegnante può andare a prendere i bambini al centro estivo e poi riportarli così da non far andare tanto avanti e indietro le famiglie. Ci stiamo lavorando. E domani (oggi per chi legge, ndr) affronteremo il tema nel collegio docenti».

Se l’istituto comprensivo aderirà al progetto Pon dovrà poi attendere di conoscere l’esito del bando, e quindi le attività potrebbero partire a fine giugno. Anche al Compresivo 1 di Belluno si sta lavorando per capire se aderire o meno all’iniziativa. «Stiamo ragionando», precisa la vice preside De Monte, «e mercoledì potremo avere qualche idea più chiara. Per ora stiamo valutando le progettualità, le disponibilità, e stiamo pensando anche di avvalerci di persone del terzo settore che già collaborano con la nostra scuola. Il piano “scuola d’estate” serve proprio per la socializzazione, non per la didattica, anche perchè dall’infanzia fino alle medie i ragazzi sono sempre stati in presenza a parte due settimane a febbraio. Quindi la socialità diventa fondamentale tramite attività di laboratorio e sportive. Noi stiamo lavorando in sinergie con gli altri comprensivi comunali e con l’amministrazione comunale stessa, per poter agire in coordinamento con altre attività proposte dal territorio.

Anche a Ponte nelle Alpi si sta lavorando ai progetti estivi. Lo annuncia la dirigente scolastica del comprensivo Orietta Isotton sottolineando che «stiamo analizzando la situazione degli alunni , le loro esigenze e problematiche. Abbiamo incontrato i comuni, a Ponte anche le associazioni e valuteremo insieme nelle prossime settimane quali attività proporre».

A spiegarlo è l’assessore comunale Lucia Da Rold che guarda ai fondi Pon europei, ma anche ad altre risorse per implementare queste attività. «I fondi Pon possono essere utilizzati adesso ma anche fino all’estate 2022, non sono specifici per questi tre mesi estivi. Come comprensivo e comune, abbiamo partecipato ad un incontro organizzato dall’ Ic per capire cosa si può fare durante l’estate e anche non andare a proporre attività dell’Ic che si sovrappongono a quelle già presenti sul territorio offerte dalle associazioni. Con la biblioteca civica come amministrazione comunale abbiamo dato disponibilità di poter fare delle attività insieme. L’idea creare dei laboratori, ogni Ic può proporre attività sulle esigenze dei bisogni che emergono. Abbiamo scuole con spazi esterni da utilizzare». —

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