Contenuto riservato agli abbonati

Il 5x1000 porta 1,3 milioni a 377 enti e associazioni bellunesi: ecco tutti gli importi

Maggio, tempo di dichiarazioni dei redditi e di scelte sul 5x1000. Come contribuenti abbiamo la possibilità di destinare una quota delle nostre imposte ad un settore o ad una specifica realtà del volontariato, dello sport di base, della ricerca scientifica o sanitaria, di tutela di aree protette o beni paesaggistici o culturali o alle attività sociali del proprio Comune. Mentre le associazioni sono a caccia di sottoscrizioni, vediamo come è andata lo scorso anno, quando in provincia di Belluno, da quel canale, sono arrivati 1,3 milioni di euro. 

BELLUNO. Maggio, tempo di dichiarazione dei redditi e di scelte sul 5x1000, una partita che nel Bellunese vale 1,3 milioni di euro. Con una annotazione sulla dichiarazione dei redditi, i contribuenti possono decidere se e chi sostenere tra le associazioni del volontariato o dello sport di base, le realtà della ricerca scientifica o sanitaria, gli enti di tutela delle aree protette e dei beni paesaggistici e culturali o se, alternativamente, finanziare le attività sociali del proprio Comune. Mentre le associazioni sono a caccia di sottoscrizioni, vediamo come è andata lo scorso anno (dichiarazioni dei redditi compilate nel 2020 per l’anno fiscale 2019), settore per settore.

I FINANZIAMENTI ANDATI AL WELFARE COMUNALE
Tra i Comuni che hanno raccolto più consensi, spicca Borgo Valbelluna dove ben 1.046 contribuenti hanno indicato la propria amministrazione come destinataria del 5 per mille. La cifra complessiva che arriva a Borgo Valbelluna non è enorme, poco più di 20mila euro che saranno utilizzati negli interventi per il sociale, a favore di famiglie, anziani, scuole. Belluno si ferma a 866 contribuenti (in totale 25.200 euro, effetto di dichiarazioni dei redditi più pesanti), Feltre è al terzo posto in questa classifica della solidarietà dei cittadini con 858 scelte e un introito di 17.600 euro. Distaccati gli altri Comuni, ma naturalmente incide su questo il numero degli abitanti.

Il sindaco di Pieve di Cadore, Giuseppe Casagrande, è molto soddisfatto dell’attenzione data dai 478 concittadini che hanno destinato il 5 per mille al Comune (ben 14.375 euro). Proprio in questi giorni ha preparato un volantino da distribuire nel territorio in cui ringrazia per la scelta dell’anno scorso e ricorda la scadenza fiscale di quest’anno. «La situazione del Covid e la crisi economica conseguente, in particolare nel settore del turismo, hanno aumentato i bisogni dei cittadini. Noi usiamo la cifra del 5 per mille, solo per fare un esempio, per integrare i contributi che arrivano dallo Stato con i buoni spesa per le famiglie, andando oltre le necessità alimentari. Operiamo anche in collaborazione con la Caritas, l’Auser, gli alpini per aumentare la rete di sostegno alle fragilità che sono sempre in crescita». E poi ci sono i privati che si sono attivati in quest’anno complicato e difficile, dando dei contributi economici. «Mi sembra che la gente si senta più unita: soprattutto nei piccoli comuni c’è un senso identitario che passa da una generazione all’altra e non sta scemando».

Che dire di Seren del Grappa, dove ci sono circa 2.500 abitanti e ben 426 contribuenti che hanno destinato il 5 per mille al loro Comune? La cifra non è alta, poco più di 7.000 euro, ma è importante per l’amministrazione comunale. «In questa specie di classifica dei Comuni bellunesi – spiega un soddisfatto sindaco Dario Scopel – noi siamo da tempo ai primi posti in rapporto al numero di abitanti. Questo significa che i nostri cittadini hanno un forte senso di appartenenza al loro territorio e sanno bene come vengono usati quei soldi». Nel settore socio assistenziale il Comune di Seren spende ogni anno circa 140mila euro, in attività e sostegno alle persone anziane, alle famiglie in difficoltà economiche, nel trasporto dei malati e in molte altre iniziative. «Dobbiamo far capire ancora di più l’importanza di questa scelta del 5 per mille» aggiunge Scopel «non sono soldi che non si sa dove vanno a finire, qui si conoscono benissimo le destinazioni. E sono molto importanti in questi tempi difficili». Negli ultimi anni sono aumentate le famiglie in difficoltà. «Abbiamo dovuto impegnare almeno ventimila euro in più». E poi è arrivato il Covid. «Vedremo le vere conseguenze nei prossimi mesi, per fortuna lo Stato ha messo a disposizione i buoni spesa per le famiglie e c’è un altro bando in arrivo».

Stefano Cesa, sindaco di Borgo Valbelluna, elenca i soldi impegnati per il sociale (giovani e famiglie) compresa la quota data all’Ulss: si tratta di 1,1 milioni di euro. E vengono spesi anche 665mila euro per servizi collegati a scuola e famiglie. «Non mi stupisce l’adesione dei nostri cittadini alla scelta del 5 per mille. Il primo motivo è la forte tradizione di sostegno al sociale e alla scuola che c’era nei tre comuni. Noi abbiamo da sempre all’interno del Comune la gestione dell’ufficio per i servizi sociali che si occupano delle famiglie, dei minori e degli anziani. Un altro motivo è dato dalla vivacità del volontariato, un attivismo associativo a favore degli altri che dà un senso di appartenenza e di condivisione delle politiche sociali».

Proprio in questi giorni la giunta Perenzin a Feltre deciderà a quali progetti destinare i fondi del 5 per mille. Negli anni scorsi sono andati al recupero di immobili destinati al sociale o all’acquisto di attrezzature per i parchi cittadini. A Ponte nelle Alpi (292 scelte per 6.000 euro) il sindaco Paolo Vendramini sottolinea come ci siano importanti associazioni che raccolgono anch’esse i benefici del 5 per mille e che operano in settori sociali come “Accanto all’anziano” e Belluno Donna, oltre alle società sportive. «L’impegno di spesa del Comune in questi settori, senza la quota data all’Ulss, è di circa 200mila euro. Abbiamo poi destinato 80mila euro alle attività economiche per la Tari e stiamo costituendo quello che chiamiamo “fondone” per tutte le esigenze che verranno avanti in futuro, per combattere le fragilità sociali, sostenere le famiglie, i giovani, le scuole, gli anziani».

I FONDI ALLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE

Sempre meno sponsor, meno soldi a disposizione, meno ragazzi e di conseguenza minori quote in entrata, ma spese uguali, se non addirittura incrementate. Soprattutto di recente con la pandemia e gli annessi protocolli da rispettare. Così le associazioni sportive dilettantistiche bellunesi salutano con grande gioia l’arrivo di oltre centomila euro attraverso il canale del 5x1000, per le sottoscrizioni raccolte lo scorso anno con la campagna fiscale di primavera.

Le novantadue realtà bellunesi dello sport iscritte all’albo dei beneficiari hanno incassato cifre per 106 mila euro. Analizzare i dati desta poi sempre una certa curiosità. Innanzitutto occorre fare una precisazione: si può premiare lo sport, anche senza indicare una società in particolare, in quel caso la quota sarà ripartita su scala nazionale tra le società che hanno ottenuto almeno una preferenza. Ecco spiegate la seconda e la terza colonna della tabella: accanto alla cifra ottenuta direttamente dai contribuenti, c’è il totale maggiorato proprio da quel meccanismo. È così che lo sport bellunese passa da 93mila euro ad oltre 106mila.

La cifra più alta se l’è aggiudicata il Rugby Feltre con 5.296,84 euro totali. Sono state 173 persone ad indicare il sodalizio presieduto da Paolo Aspodello. «Crediamo sia la dimostrazione che se lavori in modo serio, le persone te lo riconoscono», commenta felice. «È una bellissima gratificazione il riconoscimento della gente, nonché un aiuto prezioso. Le spese sono numerose, vedi ora ad esempio i tamponi settimanali per le giovanili che stiamo facendo allenare, quindi un sostegno alle nostre casse è di grande supporto».

In 152 hanno invece scelto il Volley Limana, secondo nella speciale classifica e a cui spettano 5.285,77 euro. «Siamo iscritti all’elenco dei beneficiari del 5x1000 dal 2008», racconta il presidente Tiziano Sommacal. «E da parte nostra non è mai venuto meno l’aiuto nei confronti di altri sodalizi entrati a farne parte successivamente. All’inizio va espletata la burocrazia, ma poi arrivi a poter disporre di una cifra non certo di poco conto, se inviti le persone a sostenerti. Come Limana volley abbiamo sempre cercato di fare una campagna capillare, coinvolgendo famiglie, amici, parenti. Stiamo parlando di fatto di un vero e proprio sponsor, perché è come se un’azienda ti desse cinque mila euro… Insomma, non proprio qualcosa di così facile in questi tempi. Inoltre si tratta di un sostegno a costo zero per chi lo fa. Ancora oggi ho ex atlete che mi domandano il codice fiscale. Nel nostro caso sono soldi che servono soprattutto a pagare le palestre».

Terzo posto della Canottieri Belluno calcio a 5, indicata da 150 persone e alla quale vanno 4.966,41 euro. «Siamo una società con oltre vent’anni di storia», dice il presidente Alvise Bortolini. «Pensiamo di essere entrati nel cuore di chi ci ha conosciuto e tifato. Si tratta di un contributo alle attività giovanili, che è un servizio social ancor prima che sportivo. Quando fai pagare le rette individuali, non copri mai le intere spese e soprattutto cerchi di non far pesare somme eccessive sulle tasche delle famiglie». L’Union Sportiva Val Padola chiude quinta dal punto di vista della cifra ottenuta, ossia 4.067,94 euro, ma ha batte il record di sottoscrizioni : ben 191.

A completare il quadro delle associazioni sportive sostenute dalle dichiarazioni dei redditi di oltre cento contribuenti, la Brainpower di Alleghe, il Piave calcio, il New Comelico Volley e la Lamonese calcio.

Ogni contribuente che effettua questa scelta destina all’ente da lui prescelto il 5x1000 delle proprie imposte effettive: di fatto la firma di un contribuente ad alto reddito fa sì che ci sia un trasferimento di fondi maggiore rispetto alla firma di un contribuente a basso reddito. Da qui nascono statistiche curiose. Ad esempio, alla Pallavolo Belluno bastano 47 firme per essere la quarta società che più ne beneficia in provincia in termini economici, ottenendo 4534,22 euro. Addirittura con sole sette sottoscrizioni lo Sci Club 18 di Cortina d’Ampezzo ottiene 2.603,30 euro, mentre con lo stesso numero di dichiarazioni dei redditi altrove non si arriva a 150 euro.

IL VOLONTARIATO FA LA PARTE DEL LEONE

Il terzo settore è una vera e propria azienda traino del Bellunese, per la quantità e la qualità dei servizi erogati, oltre che per la sua presenza capillare nell’intero tessuto provinciale. Se dalle dichiarazioni dei redditi dell’anno scorso i 61 Comuni bellunesi riceveranno poco più di 250 mila euro, i 218 enti di volontariato iscritti nell’elenco dei beneficiari del 5 per mille hanno ottenuto oltre 32mila preferenze che fanno 878.437 euro di quota Irpef, che nei fatti diventeranno 925mila grazie alla ripartizioni delle quote che non avevano una scelta specifica. È una cifra enorme, che rappresenta la sterminata riconoscenza della comunità a un vero e proprio generatore di welfare, oltre che l’efficacia della maggior parte delle campagne di raccolta fondi.

Oltre quota centomila c’è solo il Soccorso alpino e speleologico del Veneto, che incasserà più di 144mila euro, seguito dall’associazione gruppi “Insieme si può…” che ne ha conquistati 77mila e rotti, e da Cucchini onlus, che ne ha centrati 51mila 330. Complessivamente sono 13 le realtà che hanno raccolto oltre diecimila euro, il resto è metà sull’ordine delle migliaia, metà su quello delle centinaia. Delle 218, ci sono anche sei associazioni che pur facendo parte dell’elenco, non hanno ricevuto alcuna preferenza.

C’è chi è alla sua prima esperienza nel sistema del sussidio fiscale, come il gruppo Autismo Belluno, che ha scoperto attraverso la nostra telefonata di aver ottenuto ben 96 preferenze, pari a 3.600 euro. «È un grandissimo risultato, che dimostra la grande attenzione che la popolazione sta dimostrando verso i nostri argomenti», sottolinea il presidente Flavio Mares con entusiasmo, «abbiamo pagato all’incirca 400 euro per la pubblicità, e averne centrati quasi dieci volte tanto per noi è un traguardo assoluto. Utilizzeremo questa cifra per finanziare i progetti che stanno ripartendo».

Anche la Croce rossa italiana (Cri) comitato di Belluno è rimasta piacevolmente sorpresa dal suo primo risultato: «Ci arriveranno poco più di duemila euro, una bella cifra considerato che abbiamo fatto pubblicità prevalentemente online e attraverso il passaparola», spiega il presidente Fabio Zampieri, «useremo quei fondi per aiutare il reparto sociale».

L’associazione italiana persone con sindrome di Down (Aipd) di Belluno userà i suoi 5300 euro «per pagare l’affitto dell’appartamento per il progetto di semi-residenzialità a Belluno, che costa all’incirca 6 mila euro l’anno», racconta la presidente Ines Mazzoleni Ferracini. Per il sodalizio è stato complesso raccogliere fondi nell’ultimo anno, soprattutto perché il grosso arriva dai banchetti in piazza. Con un’eccezione: «Per la seconda volta siamo riusciti a vendere tutti i biglietti della nostra lotteria», un soldout del valore di quasi novemila euro.

L’associazione Nuovi traguardi per la lotta contro le malattie del sangue è attiva sul territorio provinciale da una ventina d’anni e può contare su una platea di oltre un migliaio di soci, che hanno assicurato all’ente oltre undicimila euro. «Senza i nostri eventi la raccolta fondi dell’anno scorso è andata a picco», ammette il presidente Graziano Pianezze, «abbiamo chiuso il bilancio del 2019 in rosso e anche quello del 2020 rischia di fare la stessa fine». Il gruppo ha spese fisse importanti, come i circa 30 mila euro con cui paga uno psicologo in forza all’Ulss. L’aiuto del 5 per mille è fondamentale.

Discorso leggermente diverso per la fondazione Alessio onlus di Santa Giustina. «Siamo molto conosciuti e ci muoviamo senza il bisogno di fare grosse campagne», sottolinea la mamma e fondatrice Moira Fiorot, «la nostra attività si basa sulle erogazioni liberali e sul 5 per mille. Abbiamo fatto campagne per anni, ora preferiamo devolvere quelle cifre a progetti specifici», come l’acquisto di un apparecchio per sintonizzare il pc a un bambino sordo, del valore di 300 euro.

Sei associazioni chiudono la classifica del 5x1000 nel volontariato bellunese, inchiodate a zero. Sono quelle che, pur essendo iscritte agli elenchi dei beneficiari, non hanno ricevuto neppure una sottoscrizione e che naturalmente non concorrono neanche alla ripartizione delle cifre generiche.

Ma ce ne sono altre tre, che non compaiono in questo elenco e che pure potevano essere scelte: sono quelle escluse, per un motivo o per l’altro, spesso burocrazia o rendicontazione. Esclusione indolore per la Pro Loco di Pieve D’Alpago che non aveva raccolto risultati e per la coop “Impresa Sociale” di Belluno ferma a 34,48 euro, ma che costa all’associazione Makena di San Gregorio nelle Alpi i 1.220 euro prodotti dalle 40 sottoscrizioni che aveva comunque raccolto.

ENTE PARCO AL DEBUTTO
Dall’anno scorso il 5 per mille delle dichiarazioni Irpef può essere destinato anche ai parchi e alle aree protette. Nell’elenco diffuso in questi giorni compare il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, con otto scelte di contribuenti per una cifra complessiva di 11mila euro, che è data sia dalla quota Irpef (250 euro) sia da un importo proporzionale per le scelte generiche di oltre 10.700 euro. Una piccola cifra che però è importante nei bilanci dell’ente Parco, che vive per lo più di trasferimenti statali e che patisce la ristrettezza dei fondi per le spese correnti, mentre non mancano quelli per gli investimenti. «Gli 11mila euro che riceviamo dal 5 per mille – spiega il presidente dell’ente Ennio Vigne – sono destinati alla promozione del territorio. Ad esempio un sostegno a chi fa manutenzione, al Cai, a chi vive all’interno del Parco».

C’è fermento attorno al Parco, in questi mesi. Qualche giorno fa è uscito il primo volume di una collana di Repubblica e National Geographic, in collaborazione con il Cai in cui si parla del Parco dello Stelvio e di quello delle Dolomiti bellunesi. «L’anno scorso – ricorda ancora Vigne – ci sono state delle uscite su canali televisivi nazionali, come Tg1 o il programma Donna Avventura, che hanno accesso i riflettori sul nostro Parco e questo ha avuto come conseguenza molto interesse da fuori provincia, con una maggiore presenza di turisti. Non dimentichiamo poi il binomio Mondiali – Olimpiadi, che messo assieme al marchio Dolomiti Unesco, comincia ad avere importanti riscontri».

Sono poche le risorse proprie del parco, al di là dei fondi statali e dei bandi nazionali, come quello sull’efficientamento energetico che ha portato belle cifre all’ente, 2,5 milioni di euro nel 2019 e 3,5 milioni nel 2020. «Per questo il 5 per mille è una risorsa importante», consente all’ente di poter agire liberamente a favore del territorio. Ma come sarà l’estate nel Parco? «Finalmente apriamo il Centro di Agre, lungo il Cordevole». Secondo le intenzioni del Parco doveva essere il centro operativo di tutte le iniziative di volontariato, oltre che un punto di informazione per i turisti. Ospitato in un antico ospizio medievale è stato inaugurato anni fa ma non ha mai funzionato. «Oltre ad Agre, per tutta l’estate sarà aperta l’area di Candaten, con l’ufficio turistico. E nella Valle del Mis sta per partire anche un servizio di ristorazione che non c’era», spiega ancora Vigne. Nel Feltrino resta aperta la sfida della Val Canzoi che sarà affrontata dal Parco il prossimo anno, mentre si lavora alle piste ciclabili dall’Agordino alla Valbelluna, anche questo un progetto che vede insieme molti enti e che ha lo scopo di dotare il Bellunese di una rete di tracciati proprio in vista dell’anno olimpico.