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Belluno, piazza delle Erbe desolata: «Eravamo un gioiellino...»

Pippo Costanzo mostra il cartello che ha affisso qualche giorno fa e che registra come era fiorente l’attività commerciale tra piazza del Mercato e via Duomo una ventina di anni fa. Ora di tutte quelle attività è rimasto ben poco

Costanzo rispolvera un vecchio manifesto del “Centro storico commerciale”. «Ora tanti negozi sfitti, ma 25 anni fa eravamo un esempio per tutta Italia»

BELLUNO. Un lungo elenco di attività campeggia su un manifesto che Pippo Costanzo, storico commerciante del centro storico, ha affisso in piazza delle Erbe a Belluno, sulla vetrina di uno dei tanti negozi rimasti vuoti.

È l’elenco delle tante attività che operavano una ventina di anni fa nella piazza. Al posto di molte di loro ora ci sono immobili desolati. Stiamo parlando di attività commerciali tra le più diverse, dall’abbigliamento ai generi alimentari, dalla fioreria alla macelleria, di cui oggi non c’è più traccia.

«Questo manifesto», sottolinea Costanzo, «risale a oltre 25 anni fa, quando il centro storico era animato. Qui», ci mostra, «c’erano bancarelle di generi alimentari che al sabato arrivavano dal Cadore per vendere i loro prodotti. La piazza era a dir poco animata: qui al sabato e in certi momenti della giornata c’era un viavai indescrivibile. Era la storia, come ho scritto anche sul cartellone che ho apposto sulla vetrina. Quei giorni sono stati molto belli, Belluno aveva un appeal e un’attrattività importante. Tra mostre e altre iniziative ogni giorno arrivavano persone da fuori provincia».

Poi, pian piano, il centro si è spento. Per il commerciante che gestisce un negozio di abbigliamento, «la causa di questa desolazione va ricercata nel fatto che chi ci ha governato non ha dato vita ad adeguate politiche di rilancio del commercio, per questo siamo ridotti in queste condizioni», dice mostrandoci la piazzetta deserta a mezzogiorno di una giornata quasi estiva.

«Ma le pare possibile che non si faccia nulla per dare lustro e nuova vitalità a questo spazio bellissimo, a questa città?», dice rammaricato Costanzo. «pensate, con questo manifesto sono andato 25 anni fa ad una trasmissione su Rai international condotta da Antonella Clerici: Belluno era stata presa ad esempio, come primo centro storico commerciale in Italia. Una trasmissione che avevano visto in ogni angolo del mondo, dando lustro a questa nostra realtà di montagna unica nel suo genere».

I ricordi di Costanzo sono ancora vivi: «Se allora una attività chiudeva, non passavano 48 ore che subito era rimpiazzata da un’altra. Le scale mobili hanno portato molta gente quassù, ma ora non è più così».

E allora cosa fare? Per Costanzo, che è un po’ l’anima dei negozianti di piazza delle Erbe, bisognerebbe «rispolverare quella proposta che da tempo facciamo all’amministrazione comunale: abbassare le tasse ai commercianti per almeno tre anni, così da avviare delle attività nuove, e chiamare a rapporto le associazioni dei proprietari edilizi, affinchè vengano incontro alle esigenze dei commercianti, abbassando i canoni di locazione dei locali commerciali sfitti. Soltanto se agevoliamo il commercio con questo tipo di interventi il centro storico potrà rifiorire».

Che sia necessario «amare di più la città in cui si vive e che si amministra», ne sono convinti anche altri negozianti della piazza, che chiedono al sindaco e alla sua amministrazione di far vedere «quale idea hanno del capoluogo. Servono interventi a lungo termine, che devono però nascere da una visione di insieme di quello che sarà il futuro di Belluno».

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