Contenuto riservato agli abbonati

Epta Costan finanzia la riforestazione della Val Visdende: pronte 18 mila piante

Operazione di tre anni con l’intervento di Regione e Regole Al lavoro maestranze locali: «Così rinasce la nostra terra»

BELLUNO. Ambiente, resilienza e famiglia. Corre lungo questi tre binari il progetto di rinascita della Val Visdende, uno dei territori più colpiti dalla tempesta Vaia dell’ottobre 2018. Il gruppo Epta Costan, che ha le sue radici proprio in Comelico perché a San Nicolò sono nati i fondatori del marchio Costan, ha infatti finanziato con 100 mila euro il rimboschimento di sette ettari fra Costa Sambughi Fasole e Pian del Polo, in comune di San Pietro. Ha trovato subito la collaborazione della Regione e quella delle Regole.

ASSE PUBBLICO - PRIVATO

Si è creato così un asse per scrivere una pagina nuova per la Val Visdende. La rimozione degli schianti in questa parte del Bellunese è quasi terminata, e si guarda avanti. Ad un nuovo bosco, fatto soprattutto di abeti rossi e larici, ma anche di faggi, pini silvestri e qualche latifoglia, che fra ottanta, cent’anni, ricoprirà il terreno spoglio.

IMPRESA E COMUNITA’

È un progetto che lega impresa e comunità, quello presentato ieri dai protagonisti. «Dopo Vaia la nostra famiglia ha deciso che non poteva rimanere indifferente al disastro», ha spiegato Mariaserena Nocivelli, membro del CdA di Epta. «Crediamo che le imprese abbiano anche un dovere morale nei confronti del territorio nel quale si sono sviluppate». È nata così la collaborazione fra pubblico e privato, per far rinascere il bosco in Val Visdende.

«Dopo esserci concentrati sulla rimozione del legname, avviamo il passo successivo», ha spiegato il dirigente dei servizi forestali regionali, Gianmaria Sommavilla. «Acceleriamo e guidiamo la rinascita del bosco».

Bottacin e Nocivelli

IL PROGETTO

Su sette ettari di territorio saranno piantumate circa diciottomila piantine, 2.500 per ciascun ettaro. Le fornirà la Regione. Soprattutto abete rosso (40%) e larice (40%), ma anche faggi (10%), pini silvestri e qualche latifoglia, come il sorbo dell’uccellatore e l’acero rosso. «Sarà un bosco più in sintonia con la biodiversità», ha aggiunto Sommavilla.

La prima piantina sarà piantata dopo la metà giugno e il progetto, che sarà seguito da Veneto Agricoltura, dai servizi forestali regionali e da Arpav, sarà concluso entro la fine del 2023.

Serviranno almeno ottanta, cent’anni, per vedere un bosco rigoglioso a Costa Sambughi Fasole e Pian del Polo, ha aggiunto Sommavilla. La natura ha i suoi tempi. E per proteggere le piantine dagli ungulati saranno posizionate anche delle recinzioni elettrificate.

L’IMPEGNO DELLE REGOLE

A operare saranno le maestranze locali, grazie alla collaborazione che si è instaurata anche con le Regole di San Pietro. «In Val Visdende Vaia ha abbattuto 180 mila mc di alberi», ha spiegato il presidente del Consorzio che riunisce le quattro Regole locali, Orazio Cesco Cimavilla. «Siamo a buon punto con il recupero, restano da rimuovere 25-30.000 mc. Questo progetto ha una duplice valenza: di rinascita e sociale, perché saranno le nostre maestranze a effettuare i lavori».

AZIENDE VICINE AL TERRITORIO

Privato e pubblico si stringono la mano per guardare al futuro della Val Visdende. «È un segnale importante», ha rimarcato l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, «perché dimostra che le aziende non sono avulse dal territorio che le ospita e nel quale si sono sviluppate. Questa filiera genererà una crescita per il territorio, nell’ottica della sostenibilità ambientale».

Il marchio Costan, nucleo di Epta, ha le sue origini proprio in Comelico. I fondatori dell’azienda, Mario e Alberto, nacquero a San Nicolò. Nel 1946 costituirono a Torino il primo laboratorio artigianale per la produzione di ghiacciaie e armadi frigoriferi. Alla fine degli anni Sessanta l’azienda si trasferì a Limana e la crescita è stata continua. Costan è entrata nel gruppo Epta e oggi conta dodici stabilimenti produttivi e seimila dipendenti.

L’ESEMPIO

«Questo progetto mi fa venire in mentre tre parole», ha concluso Mariaserena Nocivelli. «Ambiente, tema caro a Epta che punta a salvaguardarlo. Resilienza, perché in un 2020 molto complesso per la pandemia Epta è riuscita a concretizzare buoni risultati, facendo anche donazioni per svariati milioni di euro in varie parti del mondo. Ma la resilienza la rappresentano anche le Regole, che da oltre un millennio si occupano di salvaguardare l’ambiente e il territorio, anche affrontando situazioni avverse. E poi famiglia, parola simbolo del nostro gruppo».

«Mi auguro che questo progetto sia il primo di una lunga serie e che altre imprese seguano questo esempio», ha chiuso. «Pensiamo sia giusto restituire al territorio e alle sue comunità quanto hanno saputo darci in tanti anni».

Video del giorno

Sei tori in fuga lungo i binari a Roncade: due recuperati, quattro abbattuti

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi