Contenuto riservato agli abbonati

Seconda vita alla plastica scarto delle occhialerie: il progetto “green” dell’impresa De Pra

Nella ditta di Pieve d’Alpago allestito un reparto per rigenerare il materiale, che oggi viene portato in discarica. Il titolare: «È conveniente economicamente e si tutela l’ambiente»

PIEVE D’ALPAGO. Una seconda vita per gli scarti in plastiche delle occhialerie. La ditta De Pra materie plastiche divisione Recycling di Pieve d’Alpago ha sviluppato un progetto per recuperare tutti gli scarti post produzione delle occhialerie bellunesi, lavorarli con diversi passaggi, e poter dare quindi una seconda vita al materiale che in gran parte oggi viene conferito in una discarica.

Il titolare dell’azienda, Piervincenzo De Prà, insieme al figlio Giovanni Leonardo ha creato un reparto speciale nella sua azienda per la rigenerazione di tutti gli scarti di plastica, compresi quelli provenienti dal mondo degli occhiali. L’azienda ha installato un impianto unico in provincia di Belluno, dove con una sofisticata tecnologia e personale specializzato si possono gestire la trasformazione e la rigranulazione di lastre di nylon e di acetato di cellulosa.

L’impianto ha una capacità produttiva di 20 tonnellate al giorno di materiale e opererà a ciclo continuo. Il materiale potrà essere riutilizzato per produrre ancora lastre per gli occhiali, o stampato per la realizzazione di altri manufatti, nel settore automotive o della meccanica.

«Questa idea ci è venuta pensando alla sostenibilità dei processi produttivi e alla tutela dell’ambiente», racconta Piervincenzo De Prà. «L’obiettivo è quello di tutelare l’ecosistema evitando che quello che viene considerato rifiuto finisca in discarica». Infine, creare un’economia green circolare, dove il rifiuto viene trasformato in una nuova materia prima.

L’idea è partita nel 2019: «Casualmente, durante una visita ad un’occhialeria, abbiamo notato una miriade di big bag contenenti gli scarti delle montature degli occhiali, tutto materiale pronto per essere portato in discarica», continua De Prà. «Ho subito pensato che si doveva poter recuperare quel materiale e non disperderlo sotto terra, in una discarica localizzata in una valle del Cadore. Ho riflettuto anche su quelli che potrebbero essere i danni che certe plastiche potrebbero provocare al territorio e alla falde acquifere».

«Avendo già un impianto per il riciclaggio di alcune plastiche, abbiamo ragionato sulla possibilità di inserire altre attrezzature che ci permettessero di elaborare gli scarti degli occhiali», prosegue, «e recuperare un materiale prezioso e valido per una “seconda vita”. Mio figlio Giovanni Leonardo si è subito adoperato per contattare tutte le aziende del settore dell’occhiale informandole del nostro progetto e delle nostre capacità, precisando già da subito la convenienza economica e le capacità delle nostre tecnologie. Abbiamo trovato subito massima adesione su quanto prospettato e abbiamo provveduto a recuperare vari scarti delle due tipologie di prodotto da lavorare. Con la collaborazione dei nostri fornitori di impianti per il riciclaggio della plastica, siamo riusciti ad ottenere dei risultati ottimi ed unici».

La tecnologia aziendale prevede la selezione dei materiali per tipo e colore. Le diverse granulometrie vengono suddivise e, con un macchinario sofisticato, possono essere recuperate anche le polveri provenienti dalle lavorazioni del taglio lenti o dei frontalini: mescolate con altro materiale diventano materia prima ottima per ulteriori lavorazioni, precisa De Prà

Video del giorno

Europei, la Macedonia del Nord deve scendere in campo: il riscaldamento è davvero curioso

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi