Ferrovia, la rabbia di Selva Moretti «Dai cadorini accuse gravissime»

Il presidente del Comitato agordino pensa anche ad una querela «Noi vogliamo unire la provincia ed abbiamo l’unico progetto serio» 

LA POLEMICA

«Il Cadore ha come obiettivo quello di smantellare il nostro progetto, noi quello di unire le valli e di fare in modo che ci sia una ripartizione dei fondi in tutta la provincia».


Il Comitato ferrovia Dolomiti bellunesi, che sta promuovendo il percorso Ponte nelle Alpi-Cortina passando per l’Agordino, era presente sabato a Pieve di Cadore al convegno “Venezia-Dolomiti una ferrovia per il futuro del Cadore” . Qui ha potuto udire il duro attacco che gli è stato riservato da Gianluca Zandanel, dell’associazione Trenibelluno, ma anche da Paola De Filippo, assessore comunale di Auronzo.

«Questi parlano di una ferrovia per il futuro del Cadore», dice Paolo Selva Moretti, presidente del Comitato agordino, «e il resto della provincia? Noi vogliamo un’opera di integrazione fra le valli, un’opera di grande respiro che colleghi la provincia da sud a nord. Avevamo già capito qual era la loro visione dopo aver parlato con il parlamentare Luca De Carlo che ci ha detto che a loro lo sbocco a nord non interessa, mentre quello di Cortina ci ha spiegato che ai cortinesi interessa eccome. Ma, al di là di questo», continua Selva Moretti, «mi hanno impressionato le parole di De Filippo che ha detto che bisogna smantellare il progetto agordino, così la Regione avrà maggiore facilità di scelta. Ma siamo in democrazia o cosa? Le persone hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni e di presentare i propri progetti?».

L’accusa mossa da Zandanel è però che il progetto agordino sia una “fake news”, ossia «due righe su una carta geografica».

«Non solo», spiega Selva Moretti, «quel signore ha anche detto che “questi – riferendosi a noi – hanno la forza dell’idiozia” e ha aggiunto “ricordatevi che gli idioti non vanno mai in ferie” . Si tratta di accuse gravissime che forse meritano una querela e che comunque sono facilmente smentibili. Durante gli incontri che abbiamo fatto abbiamo presentato il progetto in scala 1:40000, ma siamo pronti a pubblicare per stralci sulle nostre pagine social il progetto redatto dall’architetto Stefano Dell’Osbel in scala 1: 10000 con tutti i dettagli tecnici. Quello che è curioso», continua Selva Moretti, «è che noi abbiamo incontrato, oltre ai geologi, due ditte che progettano impianti ferroviari: una che si occupa di impianti elettrici che ci ha detto che per l’elettrificazione servono i 130 mila volt; e noi in Agordino abbiamo quattro centrali una dopo l’altra, mntre in Cadore, dopo Soverzene, non hanno niente. L’altra è quella che ha progettato per conto di Gabriele Pupolin due dei tre percorsi cadorini. Ebbene: questa ditta ci ha detto che il nostro progetto è quello più dettagliato e che è quasi un preliminare». —



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