“Plastic free”, sbarco in Agordino da incubo Smaniotto: «C’è bisogno di sensibilizzare»

La referente della onlus e il collega Luigi Maccioni hanno trovato persino resti di animali a valle della galleria di Listolade

La denuncia

Ventuno sacchi di indifferenziata (soprattutto plastica ormai deteriorata e non più riciclabile), un sacco di vetro, un sacco di rifiuti tessili, due sacchetti di alluminio, un sacchetto di materiale elettrico, un mucchio di ingombranti, cento cassette di plastica. Ma anche resti di animali, in qualche caso anche freschi. Dietro la valanga di immondizie raccolte nei giorni scorsi da Martina Smaniotto, referente per l’Agordino di “Plastic free”, e dal collega Luigi Maccioni, lungo la scarpata a valle della galleria di Listolade, tra Taibon e Cencenighe, c’è la miseria di un’umanità valligiana e non che non si è ancora evoluta in cittadinanza. Smaniotto, da gennaio trasferitasi a Colle da San Donà di Piave, sta cercando di sensibilizzare le amministrazioni comunali e le scuole della vallata, per organizzare eventi che consentano di ripulire luoghi colpiti dall’inciviltà delle persone.

«A fianco della galleria di Listolade», dice Smaniotto, «siamo andati in due, perché il luogo è impervio e pericoloso. Purtroppo ci sono anche altre aree poco accessibili dove è difficile portare volontari, ma ce ne sono anche altre in cui invece potrebbe essere più semplice organizzare dei gruppi di raccolta».

A tal fine Martina Smaniotto spera di riuscire a coinvolgere enti e cittadini nella missione di “Plastic free”, la onlus nata nel luglio 2019 per informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica. Oggi conta 900 referenti e 100 mila volontari in tutta Italia.

«Ho trovato grande disponibilità nell’assessore comunale di Canale, Marilisa Luchetta», spiega Smaniotto, «e anche il sindaco di Taibon, Silvia Tormen, ci ha aiutati fornendoci i contatti di Valpe Ambiente che è venuta a recuperare i rifiuti che abbiamo raccolto e radunato. Ho scritto anche ad altre amministrazioni comunali, ma finora la risposta o non c’è stata o è stata tiepida. Continuerò nel tentativo di sensibilizzare e nel porre all’attenzione discariche create qua e là. A Colle Santa Lucia penso di andare con dei volontari, ho segnalato al Comune di Rocca Pietore una zona a Saviner di Laste, verso Digonera, dove continuano a buttare rifiuti e mi hanno indicato anche un sito ad Avoscan di San Tomaso sotto al viadotto».

L’obiettivo per settembre è anche quello di coinvolgere le scuole affinché i piccoli siano migliori dei grandi. Grandi che oggi, rispetto a 50 anni fa, non hanno più scuse.

«Negli anni’70 le discariche o il rogo di rifiuti erano purtroppo all’ordine del giorno», dice la referente agordina di “Plastic free”», ma quella che abbiamo trovato a Listolade è tutta roba degli ultimi anni, un periodo, cioè, caratterizzato dalla presenza in ogni comune dell’Agordino degli ecocentri in cui conferire i rifiuti e dalla raccolta porta a porta. C’erano sacchetti contenenti la carta del panino, lo stecco del gelato, la bottiglietta dell’acqua che fanno pensare a dei turisti; ma c’erano anche pannolini e poi carcasse di animali. Purtroppo molta della plastica ritrovata, nonostante non risalga a decenni fa, si è deteriorata e non potrà essere riciclata. Credo», conclude Smaniotto, «che serva anche trovare il metodo per scoraggiare questi comportamenti, per esempio nella zona della galleria di Listolade, visto che c’è la corrente elettrica, si potrebbero installare alcune fototrappole».

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