Pro loco bellunesi perplesse sulle sagre d’estate. «Regole poco chiare, difficile organizzarci»

Praloran (Unpli) attende l’incontro in Regione: «Necessario trovare un punto di equilibrio tra le esigenze del momento»

L’intervista

«Serve chiarezza o nessuno si metterà a organizzare sagre ed eventi questa estate». A dirlo è Davide Praloran, presidente dell’Unpli provinciale, l’organizzazione di tutte le Pro loco bellunesi, che spiega come la zona bianca da sola non porti sufficienti rassicurazioni per pensare a un recupero in corsa di una stagione estiva data per persa solo qualche settimana fa.

Tra le aperture del Governo verso gli appuntamenti pubblici e l’effettivo rilancio di tutta la macchina organizzativa necessaria perché questi si possano realizzare, infatti, c’è ancora una fastidiosa nebbia, che solo i futuri incontri potranno diradare. I giorni, però, continuano a passare e i tempi per sfruttare la bella stagione diventano sempre più stretti.

Presidente, qual è la situazione?

«Abbiamo chiesto un incontro con la Regione che spero si possa svolgere entro la fine di giugno», spiega Praloran, «è necessario trovare un punto di equilibrio tra le varie esigenze del momento e, soprattutto, avere delle chiare indicazioni per sapere una volta per tutte fino a che punto ci si può spingere nell’organizzazione di eventi senza rischiare di incorrere in chiusure forzate, richiami e sanzioni».

Quali i nodi da sciogliere?

«Per esempio c’è il problema dei tendoni, perché se dobbiamo garantire entrata e uscita separate, un numero preciso di persone all’interno, eccetera, finiamo per avere più personale in sorveglianza che in cucina. La verità è che al momento c’è ancora troppa paura per potersi lanciare in imprese che rischiano di creare danni economici anche importanti alle associazioni».

Quanto incide il Covid sui costi?

«Sicuramente il fatto di dover avere personale esterno per la sicurezza inciderebbe parecchio, per non parlare del distanziamento e la sanificazione continua; ma non sono solo questi i problemi, c’è anche il costo della plastica a farci preoccupare».

Intende quella per piatti, posate e bicchieri?

«Certo, si sta andando verso il divieto di utilizzo di questo materiale e comincia a diventare difficile trovarne anche in commercio. Questo fa lievitare i prezzi in maniera pazzesca e non sostenibile per un evento che prevede un gran numero di coperti».

Non possono essere usati materiali alternativi?

«Al momento il costo dei nuovi materiali biodegradabili è troppo elevato e quello di piatti e bicchieri in carta è ancora maggiore, perché, come previsto, è in atto un’operazione di mercato su questo fronte».

Al momento quante delle nostre Pro loco sarebbero pronte a provare a fare qualcosa?

«Bella domanda… finché non ci sarà maggior chiarezza nelle norme è difficile dirlo. I nostri eventi sono spesso medio-grandi e al momento sappiamo che non si possono avere più di mille persone all’aperto, che il ballo dobbiamo scordarcelo e che gli eventi sportivi non hanno ancora paletti fissi da rispettare. A queste condizioni è difficile per chiunque ragionare sul da farsi».

Quali saranno le vostre prossime mosse?

«Attendiamo l’incontro in Regione e le direttive igienico-sanitarie. Portiamo pazienza ancora qualche giorno. Certo è che, come detto, a questo si somma tutta una serie di problematiche e fattori esterni che complicano davvero molto il lavoro delle Pro loco».

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