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Stop al posto dell’obbligo di precedenza. Raffica di multe all’ingresso in rotatoria di Santa Giustina

Le sanzioni con riduzione di punti sono arrivate ad una ventina di automobilisti. Il sindaco Minella: «Lì bisogna fermarsi»

SANTA GIUSTINA. Una rotatoria con lo stop. Un paio di controlli della Polizia locale di Santa Giustina e c’è scappata una ventina di multe. Sanzioni amministrative da 129,20 e 178,10 euro e sei punti spariti dalla patente per violazione dell’articolo 145 del Codice della Strada per non essersi fermati: mancata precedenza. Qualcuno ha già pagato in forma ridotta, qualcun altro si è permesso di aspettare i 30 o i 60 giorni previsti per i ricorsi, tutti sono arrabbiati: non erano stati fermati dalla pattuglia, che sostengono di non aver nemmeno incrociato, e si sono visti recapitare il verbale nella cassetta delle lettere. Il postino ne ha distribuite una ventina.

La rotonda è quella in centro, alle spalle della chiesa della santa patrona. Per chi proviene da piazza Maggiore e si dirige verso via Pizzocco, ci sono sia la segnaletica orizzontale che quella verticale.

Ci sarebbe anche una telecamera, ma è privata e, comunque, non sembra funzionante. Tutti gli altri ingressi alla rotatoria hanno soltanto l’obbligo di dare la precedenza, come in qualsiasi altra situazione analoga. I venti guidatori in uscita dalla piazza, invece, si sono trovati il verbale: «in transito in piazza Maggiore con direzione Sartena, nell’immettersi nell’intersezione con via Pizzocco, intersezione regolata da rotatoria, in presenza del segnale fermarsi e dare la precedenza (stop), ometteva di arrestarsi in corrispondenza della linea di arresto. Violazione non immediatamente contestata, in quanto non vi erano le condizioni di sicurezza sufficienti per inseguire il veicolo ed effettuare il fermo in tempo utile e nei modi regolamentari, il veicolo suddetto si è allontanato lungo via Pizzocco in direzione Sartena».

Non c’è una fotografia, come nel caso dell’autovelox, ma ci sono le targhe ed è sulla base di queste che gli intestatari delle auto sono stati multati. Erano da soli a bordo e non potevano che essere loro. Forse.

Fino a qualche tempo fa, paesani e non si spiegavano l’istituzione dello stop con la presenza di una macelleria, ma ora è chiusa e quello che rimane è una stradina privata, dalla quale chi esce è, in ogni caso, obbligato a fermarsi.

L’ora delle multe è quella di pranzo: per qualcuno la pausa per un panino prima di tornare sul posto di lavoro è costata carissima.

Qualche protesta è arrivata alle orecchie del sindaco Ivan Minella, che spiega: «La pattuglia dei vigili urbani c’era di sicuro, su questo non ci sono dubbi. Era su una piazzetta poco oltre. Allo stesso tempo si è trattato di controlli occasionali, perché ho un vigile urbano in tutto e di più non si può fare. Ma le regole del Codice della strada valgono per tutti e, in quella rotonda, c’è uno stop che obbliga gli automobilisti in transito a fermarsi. Ci sono il cartello e la segnaletica sull’asfalto».

Perché uno stop in una rotatoria che per definizione dovrebbe snellire il traffico, pur usando la necessaria prudenza? «Perché collega la piazza principale del nostro paese alla strada provinciale 13 e spesso quella corsia viene usata quasi come un trampolino di lancio verso la periferia. È necessario per questioni di sicurezza, anche se non siamo nelle condizioni di contestare tutte le irregolarità, in mancanza dell’organico necessario. Credo che potremmo ovviare con un dissuasore oppure chiedere un prestito un agente a un altro Comune».

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