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Over 60 scettici sui vaccini, nel Bellunese scatta la chiamata nominale

Le lettere saranno consegnate da Poste e volontari. Sedute ad hoc: primo appuntamento il 27 giugno in Cadore

BELLUNO. Le sta provando tutte l’Ulss 1 Dolomiti per convincere a vaccinarsi contro il Covid-19 gli over 60 ancora incerti. Prima c’erano le sedute ad accesso libero organizzate ad hoc in tutti i centri vaccinali del territorio, poi le chiamate dei medici di famiglia, poi la somministrazione del siero monodose Johnson&Johnson per evitare di far tornare le persone a distanza di tempo per la seconda inoculazione. Infine, la possibilità di trovare sempre e comunque degli slot appositamente dedicati a questa fascia di età.

Insomma, il Dipartimento di Prevenzione diretto da Sandro Cinquetti ce la sta mettendo tutta per intercettare chi non vuole immunizzarsi. E dopo le varie iniziative, ora il servizio sta giocando l’ultima carta (o quasi) che è quella dell’invito nominale.

L’invito ad personam

«A favore degli over 60 sono sempre disponibili spazi di prenotazione nel portale dell’Ulss», fa presente Cinquetti, «però questo richiede che la persona decida di immunizzarsi. E allora per cercare di convincere i più reticenti, abbiamo deciso di invitare tutti gli ultrasessantenni bellunesi non vaccinati e non prenotati, circa novemila, con una lettera in cui sarà indicato il giorno e l’ora in cui presentarsi ad uno dei nostri centri pubblici di immunizzazione».

Si parte dal Cadore

L’azienda sanitaria partirà quindi con il Cadore. «Stiamo preparando 1.400 lettere di convocazione per altrettante persone nate tra il 1952 e il 1961», precisa il capo della Prevenzione che aggiunge: «Le lettere, onde evitare ritardi nella consegna, saranno recapitate grazie all’aiuto dei distretti e delle amministrazioni comunali che metteranno a disposizione dei volontari magari della protezione civile che faranno la consegna a mano ai singoli destinatari».

La chiamata del 27 giugno

Tutti gli over 60 del Cadore saranno quindi chiamati domenica 27 giugno al centro vaccinale di Tai per una seduta di massa ad hoc. Dopo questa esperienza, partiranno le lettere anche per gli altri territori. «Nei grandi comuni», sottolinea Cinquetti, «abbiamo pensato di spedire la lettera tramite Poste italiane».

In questo modo per tutto il mese di luglio si svolgeranno le sedute gli ultrasessantenni, chesaranno chiamati eventualmente per un richiamo. «In questo modo entro l’autunno queste persone avranno ultimato l’immunizzazione e quindi non dovranno essere richiamate per la terza dose, perché godranno ancora della piena copertura vaccina la durante la stagione fredda», sottolinea il direttore della Prevenzione. La speranza è che, vedendosi arrivare una lettera col proprio nome, gli utenti possano aderire alla campagna Il nostro impegno per questa fascia di età è massima perché sono i cittadini più a rischio di contagio e di ammalarsi», sintetizza Cinquetti.

I covid point per i tamponi

A breve saranno riorganizzati anche i Covid point per i tamponi. Vista la bassa incidenza di nuovi casi, il Dipartimento sta pensando di riorganizzare il servizio che continuerà ad essere attivo in tutto l’arco della settimana con un’articolazione, però, più flessibile dell’orario «così il cittadino che ha urgenza trova sempre una sede tampone».

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