Belluno, cantieri in ritardo: Gabelli e Crepadona pronte solo nel 2022

Pandemia e lavori aggiuntivi fanno slittare la conclusione. Ancora molti i nodi da risolvere per riqualificare la stazione

BELLUNO. Doveva essere l’anno delle inaugurazioni. Invece il taglio del nastro per le opere di rigenerazione urbana dovrà attendere. Anche diversi mesi. La pandemia Covid ha rallentato il lavoro delle imprese, e comportato anche degli oneri aggiuntivi per la sicurezza nei cantieri; in più durante i lavori sono emerse problematiche che non erano note in fase di progettazione, e che hanno richiesto varianti che fanno slittare la conclusione degli interventi.

Il restauro delle Gabelli non sarà finito prima del 2022. Si arriverà a fine anno, ma è probabile al prossimo, anche per la Crepadona. L’unico cantiere che dovrebbe essere concluso quest’anno, nonostante la proroga chiesta dalle imprese, è quello allla ex chiesa dei Gesuiti: i lavori dovrebbero terminare a fine settembre.

Devono ancora essere cantierati i lavori al parco fluviale di Lambioi e nel piazzale della stazione. E la ciclabile Antole - Casoni è finita, ma il ponte non è utilizzabile perché mancano i parapetti. A fare il punto della situazione è stato l’assessore Franco Frison, nell’ultima commissione urbanistica. Tutti gli interventi sono finanziati con il Bando Periferie.

Crepadona.

Sembrava l’intervento più avanzato, invece la riqualificazione di Palazzo Crepadona slitterà di qualche mese rispetto alle tempistiche previste. L’opera doveva essere consegnata a settembre. Il ritardo, ha spiegato Frison alla commissione, è dovuto a lavorazioni aggiuntive che si sono rivelate necessarie e alla pandemia Covid «Ci sono anche delle ipotesi aggiuntive per quanto riguarda delle opere che devono essere realizzate, e che dovranno essere valutate dopo con una variante ulteriore», ha aggiunto Frison. La fine dei lavori, quindi, potrebbe slittare ulteriormente.

Gabelli

È il cantiere più importante per l’amministrazione Massaro, che lo finanzia per metà (3,3 milioni su un importo complessivo di 6.650.000 euro). Prima la Soprintendenza ha stabilito che gli infissi non potevano essere cambiati, ma restaurati; poi durante la pulitura degli intonaci sono emersi rappezzi non originali degli anni ’30, che dovevano essere omogenizzati con la parte restante. Quindi è emersa la necessità di impermeabilizzare alcuni tratti del piano interrato e di rifare le fognature, danneggiate dalle radici degli alberi del guardino. Tutte lavorazioni che richiederanno tempo. La data prevista per la consegna della scuola finita era novembre 2021, il restauro terminerà invece a 2022 inoltrato.

Ex chiesa dei Gesuiti

La riqualificazione della ex chiesa dei Gesuiti costerà 2,2 milioni e il taglio del nastro potrebbe avvenire a fine anno. Ottobre, se le imprese non chiederanno ulteriori proroghe. La prima è stata chiesta perché gli scavi archeologici hanno comportato tempi più lunghi del previsto, e perché la Soprintendenza ha stabilito che gli impianti dovevano essere interrati, invece che a vista.

Caserma Piave

Si dilatano anche i tempi per la conclusione degli interventi nella “cittadella del terzo settore”, alla ex caserma Piave. La riqualificazione degli spazi esterni costerà 1,3 milioni, tutti finanziati dallo Stato. Anche in questo caso la ditta dovrebbe chiedere una proroga (il cantiere doveva finire a maggio) perché deve fare alcuni lavori aggiuntivi: ad esempio è stato necessario dirottare le acque meteoriche verso un rio in direzione del Piave.

L’incompiuta e le altre opere al palo

La ciclabile Antole - Casoni è finita, ma sul ponte mancano i parapetti. Si era ipotizzato di mantenere quelli esistenti, che però non erano coerenti con la struttura del ponte ed erano pericolosi per eventuali crolli. Per completare quest’opera il Comune ha partecipato al secondo bando di rigenerazione urbana.

Sono due, infine, i progetti non ancora cantierati: la riqualificazione del parco fluviale di Lambioi partirà entro l’anno; la sistemazione del piazzale della stazione non si sa, perché sono ancora molte le criticità da risolvere. Non ultima quella che interessa via De Min, dove si è formato un comitato di cittadini contrario all’uso della strada come area di sosta per i mezzi, per ragioni di sicurezza oltre che di vivibilità. Il Comune ha chiesto alla Prefettura di coordinare un tavolo che contemperi i legittimi interessi di tutti gli attori in campo, ha ricordato Frison.

Video del giorno

Incendi in Sardegna, il rogo a pochi metri dalle case di Porto Alabe

Spigola in crosta di pomodorini secchi e pistacchi

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi