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Un catasto per i sentieri prealpini: mappe e tabelle su 370 chilometri

I percorsi adottati dalle associazioni di volontariato, altolà alle scorribande delle moto da cross

BELLUNO. Altri 370 chilometri di sentieri, tutti tracciati e tabellati modello Cai. Tutti adottati da associazioni di volontariato, in accordo con i Comuni. Ma, attenzione: sono per il trekking, non per le moto, in parte per le bike. I centauri che si azzardassero ad “ararli” – perché proprio così accade in tanti casi – verranno sanzionati.

L’alleanza sentieristica è stata codificata tra i Comuni di Belluno, Limana, Borgo Valbelluna, Ponte nelle Alpi, Sospirolo e Sedico, che hanno perfezionando – e collaborando come poche altre volte - il “Catasto dei sentieri prealpini”. Sono stati così censiti, numerati, cartografati e tabellati i percorsi non di competenza del Cai. Definite anche modalità univoche per l’individuazione del numero con cui identificare ciascun itinerario.

La segnaletica è di due tipi, orizzontale (segnavia semplice) e verticale (tabella segnavia). Ovviamente hanno collaborato le Unioni montane. E la stessa regione veneto ci ha messo del suo. «Il nostro obiettivo? Sarebbe quello di mappare tutta la rete sentieristica. La nostra dorsale è interessata da flussi turistici estremamente importanti. Speriamo che questa iniziativa possa essere presa da esempio anche per altri territori» ha detto Simone Deola, assessore di Borgo Valbelluna. Ed è stato proprio lui ad evocare i comportamenti non sempre virtuosi dei centauri: da una parte ci sono le associazioni di motociclisti che collaborano fattivamente alla manutenzione, dall’altra qualche furbetto del motocross che scambia i sentieri appena sistemati per una pista da motoraduno. La norma in materia silvopastorale e di tutela idrogeologica non lo permette».

Alex Segat, assessore a Limana e consigliere dell’Unione Montana Valbelluna, ha raccontato la genesi di questa sinergia. «Quando abbiamo iniziato il modello che ci è sembrato più adeguato è stato quello del Cai e la tabellazione utilizzata è quella bianca e rossa – ha precisato -. Le Unioni Montane hanno svolto il ruolo di coordinamento e i Comuni hanno messo le risorse. Un grosso lavoro, anche perché nei territori sono ancora presenti le conseguenze di Vaia».

Per gli appassionati di trekking l’offerta è davvero ampia. Ecco il Nevegàl e tutta la dorsale tra Pascolet e Visentin. Mel, Bardies e Lentiai e la parte più alta di Borgo Valbelluna (Stabie, Rifugio Baioc, Zelant) sono altre opportunità. C’è la Valmorel, la Val del Gat, Montegal in comune di Limana. Può mancare il Monte Pizzocco? No, e neppure il lago di Vedana e San Gottardo a Sospirolo. Presto arriverà la mappa Tabacco. C’è già un manuale operativo con linee guida e che individua, per ogni territorio, il range di numeri, a partire dal 2000 fino al 2599.

Il volontariato è tutto mobilitato. Marta Viel, assessore di Ponte nelle Alpi, e Oliseo Salvagno, componente della giunta dell’Unione Montana Belluno-Ponte hanno fatto sapere che sono stati coinvolti anche l’Ecomuseo e i comitati frazionali di Quantin e Casan. E, attenzione, non è finita. L’assessore di Belluno Marco Buogo: «Questo è un punto di partenza su cui lavorare per valorizzare il nostro territorio. Come Comune di Belluno siamo partiti con il Nevegàl. Chiediamo ai cittadini di avere un po’ di pazienza. Il progetto è iniziato quattro anni fa, ma poi ci sono stati Vaia e il Covid, che hanno rallentato il tutto».

Il Comune di Limana ha già inserito circa 30 km con 111 punti tra segnavia e tabelle di località, come ha informato l’assessore Cinzia Dal Molin. «Per noi è stato fondamentale il lavoro del Centro studi della montagna sospirolese», ha fatto sapere Karin Casaril, «grazie al quale gran parte della sentieristica è stata sistemata». La spesa? Tra i 5 e 35 mila euro a comune. A Borgo Valbelluna, ad esempio, si è investito di più perché sono stati inseriti circa 30 itinerari, con 750 tabelle segnavia e 500 pali sostegno. 

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