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Latte veneto, tra Soligo e Busche segnali di avvicinamento

Brugnera: «Collaborazione positiva, il mondo sta cambiando rapidamente». Il ministro D’Incà: «Cerchiamo di abbattere i campanili e creare realtà forti»

CESIOMAGGIORE. Possibile fusione tra Lattebusche e latteria di Soligo? Un anno fa Lorenzo Brugnera, presidente di quest’ultima cooperativa, rispose di no. A margine dell’assemblea dei soci, sabato a Pieve di Soligo, ha così risposto al cronista: «I rapporti con Lattebusche sono buoni. Stiamo portando avanti insieme il progetto del Mise, da 24 milioni. Noi e loro siamo due entità che hanno il proprio modo di agire. Io credo che con la collaborazione non serve parlare di fusioni. L’importante è collaborare e la collaborazione fra le nostre cooperative c’è. Poi nell’avvenire vediamo cosa succede».

La fusione, dunque, non la esclude? «Il mondo sta cambiando in tempi rapidi» . Sorride Brugnera e il suo sorriso lascia intendere più della parola. Gli è accanto il ministro bellunese, Federico D’Incà che, invece, lascia intendere un passo avanti nella collaborazione fra le due aziende. «Non è un caso che nel Governo Conte per la latteria di Soligo e per la Lattebusche sia stato chiuso un accordo che ha permesso di stanziare complessivamente 24 milioni di euro, con il 40 per cento a fondo perduto».

Oggi Lattebusche e Soligo stanno maturando accordi di programma che permettano di costruire nuove tecnologie all’interno delle aziende. «Poi sapete», aggiunge D’Incà, «nella mia cultura personale c’è costantemente l’abbattere i campanili, cercare di costituire realtà sempre più forti, più grandi».

La produzione casearia è un realtà molto importante per tutto il Veneto e questo – sottolinea ancora il ministro – è un settore trainante per il Made in Italy, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale. «Non è un caso che nel Pnrr investiamo 2,8 miliardi di euro proprio su tecnologie ed innovazione».

Intanto, però, le piccole stalle chiudono: «No, la cooperazione le sta salvando», replica Brugnera. «Stiamo lavorando per cercare di dare soddisfazione anche ai piccoli», assicura il ministro pensando soprattutto al bellunese. «Ora dobbiamo unire le forze, cercare di avere un’agricoltura volta alla diminuzione dei pesticidi, per un prodotto di grande quantità. È il mercato che ci chiede questo. Poi abbiamo le Olimpiadi che saranno un grande traino per poter dare più immagine al nostro Veneto e all’Italia intera».

Intanto l’assessore regionale all’agricoltura, Federico Caner, in un convegno a Gaiarine, nel Trevigiano, ha ricordato che venerdì è stato sottoscritto un accordo tra le più grandi latterie per la filiera delle produzioni a lunga stagionatura: Lattebusche ha firmato, la Soligo no. 

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