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Belluno, le botte in piazza finiscono in Prefettura. Massaro: «Episodio da non sottovalutare»

L’indomani il salotto della città è ancora segnato dal sangue, il sindaco porta il caso al tavolo provinciale per la sicurezza

BELLUNO. Una panchina circondata dal nastro bianco e rosso, con lo schienale rivolto ai giardini pubblici. Sotto i resti di una nottata di eccessi. Ieri i sanpietrini erano ancora imbrattati di sangue nello spazio dove i bellunesi aspettano l’autobus. Nella notte fra sabato e domenica un ragazzo, in stato di evidente alterazione, ha prima sfondato con un pugno il vetro della porta dell’Ascom, poi ha avuto una colluttazione con una o più persone che forse cercavano di aiutarlo visto che si era ferito. Il ragazzo è stato portato all’ospedale per medicare le ferite al braccio, mentre la Polizia raccoglieva i primi elementi per le indagini.

Non è la prima notte di eccessi, in centro storico, e forse non sarà nemmeno l’ultima. Ma il sindaco Massaro non sottovaluta il problema: «Porterò la questione al Comitato ordine e sicurezza pubblica in Prefettura», annuncia. «Episodi come questo sono spiacevoli e non sono degni di una città come la nostra». Anche i baristi condannano l’episodio, e alcuni locali del centro si sono attrezzati da tempo con un servizio di sicurezza. L’Ascom, invece, smorza i toni: «Credo si tratti di un episodio isolato», dice il direttore Luca Dal Poz. «Belluno non è il Bronx».

MASSARO PRONTO A INTERVENIRE

«Quello che è successo sabato notte è un episodio spiacevole e da non sottovalutare», dichiara il sindaco, Jacopo Massaro. «Essere in cima alle classifiche nazionali per la sicurezza non ci deve far abbassare la guardia: mi confronterò con il Prefetto e il Questore per analizzare nei dettagli l’accaduto e capire come operare affinché non si ripeta». La questione sarà portata nel Comitato ordine e sicurezza pubblica, in Prefettura. Ne fanno parte le forze dell’ordine.

Il sindaco però tranquillizza i cittadini: «Belluno resta una città sicura, dove è possibile passeggiare serenamente anche in orario notturno, cosa che non accade in altre città», conclude. «I pochi problemi che abbiamo sul fronte della sicurezza si verificano sempre a causa delle stesse persone: non ci sono fenomeni dilaganti, penso si possano arginare».

SECURITY NEI LOCALI

Alcuni bar del centro, intanto, si sono attrezzati con un servizio di sicurezza: il primo ad attivarlo è stato l’Astor, l’estate scorsa, il Deon ha seguito a ruota. Un servizio costoso, se si pensa che per il solo mese di maggio all’Astor è costato oltre 1.500 euro. «Le risse a Belluno ci sono sempre state, solo che capitavano in altri locali», riflette Antonello Lapenta, dell’Astor. «Se le forze dell’ordine presidiavano quei locali prima della pandemia, ora che sono chiusi dovrebbero essere in centro storico». La clientela si è spostata, di conseguenza anche i rischi che un paio di bicchieri di troppo, o l’uso di sostanze, facciano degenerare una serata di festa.

L’Astor ha scelto di tutelarsi con un servizio di sicurezza ad hoc: «Nel mio locale non voglio gente che faccia confusione», continua Lapenta. Che ieri ha presentato una denuncia in Questura perché sabato sera qualcuno ha consumato senza pagare il conto. Un modo per dare un messaggio: «Se fai il furbo nel mio locale non ti voglio più vedere», conclude.

Anche il Deon ha un servizio di sicurezza nei fine settimana: «Lo facciamo per tranquillità nostra e dei clienti», spiega uno dei titolari, Giorgio Boito. «È importante garantire che si possa fare festa, ma in sicurezza. Il rischio che qualcuno esageri c’è: basta un ragazzo in una compagnia per creare confusione. Spesso sono ragazzi da fuori Belluno, noi preferiamo stare tranquilli e manterremo la security fino a quando ce ne sarà bisogno».

ASCOM: CASO ISOLATO

Ieri l’Ascom ha dovuto cambiare l’accesso agli uffici: la porta principale era inutilizzabile, perché gli operai si sono messi subito al lavoro per rimuovere tutti i detriti rimasti e per posizionare un pannello in attesa che arrivi il nuovo vetro da installare. «Non enfatizzerei l’accaduto», spiega il direttore, Luca Dal Poz. «Credo si tratti di un episodio isolato. Certo, ci ha provocato dei disagi e non sono cose piacevoli, ma Belluno non è il Bronx e le forze dell’ordine fanno il loro dovere». Dal Poz annuncia l’intenzione di parlare dell’accaduto con la presidente della consulta dei commercianti e il presidente di Ascom, per capire se sia necessario chiedere un potenziamento dei controlli: «Ma senza militarizzare la città», conclude.

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