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Psichiatria a Feltre, Cisl in allerta: «Se chiude, serve tutela»

Lavoratori convocati in assemblea per affrontare un’ipotetica riorganizzazione. L’associazione Tutti in campo: tolti degli arredi, i familiari sono preoccupati

FELTRE«Se chiude Psichiatria, il nostro dovere è quello di tutelare il personale e di ricollocarlo». È questo il primo pensiero del sindacato Cisl Fp che ha organizzato per domani una assemblea dei lavoratori in servizio al reparto del padiglione Guarnieri e dei simpatizzanti, con un solo punto all’ordine del giorno: «Eventuale riorganizzazione e ricollocamento del personale in caso di sospensione/chiusura del reparto di psichiatria del presidio ospedaliero di Feltre».

«Non abbiamo conferme oggi che la dirigenza Ulss Dolomiti chiuda il reparto», premette il segretario Cisl per Belluno e Treviso, Fabio Zuglian. «Ma nel momento in cui dovessero procedere con questo tipo di azione, è giusto tutelare il personale e verificare quale possa essere la ricollocazione adeguata, visto che la formazione di infermieri e operatori è peculiare. Sarebbe un peccato disperdere questo patrimonio in termini di risorse umane, frutto di anni di lavoro con questa utenza delicata. Dovremo dunque cercare le possibili soluzioni per garantire al meglio la qualità del servizio, potenziando ad esempio quello territoriale. Ma nella fase in cui siamo oggi, quello che noi possiamo fare come sindacato è sentire le preoccupazioni dei lavoratori e valutare aspettative e richieste circa la ricollocazione in altri servizi o reparti».

Indipendentemente dalla decisione sul mantenimento delle degenze a Feltre per l’estate o per il futuro, per Psichiatria continuerà l’attività di day hospital – che anzi sarà potenziata – e quella ambulatoriale per le visite ai pazienti esterni sia programmate che su accesso diretto.

Il primario Massimo Semenzin, che ha vinto il concorso a Pordenone dove avrebbe già dovuto prendere servizio, resterà all’Ulss Dolomiti probabilmente per tutta l’estate.

Intanto, dal servizio di Psichiatria di Feltre si sta procedendo con le dimissioni di pazienti che abbiano superato la fase acuta e che possano andare a casa o in altre strutture di cura. Al presidente dell’associazione Tutti in campo, Loris Scopel, è giunta più di una preoccupazione da parte di familiari di pazienti in ricovero sulla sensazione che vi sia uno smantellamento anche fisico del reparto. «Mi si riferisce che sarebbero stati tolti o messi altrove gli arredi della stanza di soggiorno degli ospiti. Un motivo magari ci sarà», dice Scopel, «e non è necessariamente correlato alla chiusura del reparto. Ma tutto ciò, unito alle gravi difficoltà nel reperimento tempestivo di medici specialisti che possano garantire lo standard assistenziale, crea ulteriore inquietudine fra chi, in famiglia, ha un congiunto con disturbi psichiatrici che a sua volta ha spesso bisogno dell’ospedale».

E intanto, domani pomeriggio è convocato anche l’esecutivo dei sindaci per il distretto di Feltre. «Alla psichiatria del futuro stiamo lavorando con grande impegno», spiega il sindaco Paolo Perenzin. «Ho trovato grande disponibilità da parte della direttrice generale Maria Grazia Carraro, interessata quanto noi a trovare soluzioni percorribili. È giusto che i comitati denuncino situazioni difficili com’è quella che riguarda psichiatria. Il compito che spetta a noi come autorità sanitarie, ed è un compito non semplice, è quello di provare a dare un contributo per risolvere la situazione».

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