Sull’Agordina come a Monza «Ma le istituzioni dove sono?»

Luca De Cia si fa portavoce del malcontento e della preoccupazione dei residenti «E fa tanto male il fatto che quelli cui abbiamo scritto non ci hanno mai risposto»

SEDICO

Lettera senza risposta. Un gruppo di cittadini della frazione di La Stanga ha scritto ormai più di un mese fa a Veneto Strade e al Comune di Sedico, oltre che per conoscenza al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Lo scopo? Quello di elencare le criticità lungo la regionale Agordina, proponendo anche le soluzioni con cui tentare di risolverle. Il rammarico generale è che non solo i problemi sono andati ad aumentare con il passare delle settimane, in concomitanza con il maggior afflusso di traffico estivo, ma soprattutto nessuna risposta è mai giunta ai ventidue firmatari.


«Delusi dalle istituzioni»

«Ma il più grande dispiacere nostro è proprio riferito alla mancanza di considerazione», commenta il portavoce Luca De Cia, titolare del ristorante “Alla Stanga” e al quale giungono spesso le lamentele di turisti ed avventori del locale. La lettera ricordava – anzi ricorda, essendo tuttora valida – la velocità sostenuta del traffico intenso e continuo lungo l’arteria stradale di collegamento tra l’Agordino e la Valbelluna, con il conseguente verificarsi nel tempo di numerosi incidenti anche gravi e gli investimenti di animali selvatici vaganti. I firmatari richiedono l’introduzione di un nuovo limite di velocità, attualmente attestato sui 90 orari, oppure l’installazione di un autovelox. Non solo: le altre proposte vertono sulla realizzazione di un passaggio pedonale di fronte al ristorante per rendere più sicuri gli spostamenti della clientela e di chi fruisce del servizio pubblico di autobus; sulla realizzazione di adeguata illuminazione pubblica a tutela dei residenti che si spostano a piedi per raggiungere la fermata dell’autobus e per favorire il tempestivo avvistamento della selvaggina vagante da parte degli automobilisti; sulla installazione di adeguata segnaletica di pericolo per la presenza di selvaggina vagante, con eventuale riduzione del limite di velocità nelle ore notturne.

Una raffica di problemi

«Ci sono diverse situazioni a cui porre rimedio», sottolinea De Cia, «lo stesso sfalcio dei cigli, ad esempio, qui assume importanza doppia, in quanto l’erba alta impedisce di vedere gli animali che attraversano la strada. Solo negli ultimi dieci giorni sono stati investiti quattro cervi, con ingenti danni ai veicoli coinvolti. Inoltre molto spesso non c’è adeguata segnalazione di chi chiamare in caso di impatto, soprattutto se l’animale dovesse risultare ancora vivo a seguito dello scontro con il mezzo. Non aiuta neppure la velocità tenuta da alcune macchine, che non si fanno mancare sorpassi spesso azzardati. Inoltre diversi ciclisti lamentano la difficoltà a superare la galleria. Insomma, crediamo servano alcuni interventi per rendere più sicura la circolazione e la vita di chi abita il nostro paese ma non solo. Ma sarebbe già un primo passo ricevere la considerazione adeguata da parte delle istituzioni interpellate...». —



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