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Un defibrillatore con le mance dei clienti. La scelta di cuore dei ragazzi del bar Bivio di Ponte

L’idea dei titolari del locale di Ponte raccolta con entusiasmo dallo staff, tutti hanno fatto il corso di formazione

PONTE. Il ricavato delle mance per l’acquisto di un defibrillatore da mettere a disposizione della cittadinanza in centro a Ponte. È questa la scelta portata avanti in questi ultimi mesi dai titolari del bar Bivio, che hanno coinvolto tutti i circa 15 dipendenti che fanno parte della cosiddetta “big family” che è il motore del celebre locale.

Idea nell’aria da tempo

«L’idea l’avevamo avuta già qualche tempo fa», spiega il titolare del Bivio, Matteo Chizzali, «poi è stato tutto rallentato per via del Covid; ma alla fine abbiamo raggiunto l’obiettivo. Io e mia sorella, che gestiamo il bar, abbiamo deciso di impiegare in modo solidale le mance e questa decisione è stata subito sposata da tutti i vari dipendenti, sia quelli occasionali e sia quelli fissi. Bisogna dire che tutti hanno subito colto lo spirito dell’iniziativa. Un defibrillatore può salvare delle vite», continua Chizzali, «in centro a Ponte non ce ne sono e quindi questo strumento può essere utile anche data la nostra posizione strategica. Adesso lo abbiamo installato all’interno del locale, a disposizione di tutti, e abbiamo fatto fare nei mesi scorsi l’apposito corso di formazione ai vari dipendenti. Ci sembrava giusto dare un nostro contributo per la comunità. Se è vero che il tempo di risposta per un’emergenza medica per l’arrivo dei soccorsi è di circa 7 minuti, allora, considerando la distanza dall’ospedale di Belluno, questo può fare la differenza e magari anche salvare una persona».

Un gruppo compatto

«Noi ci sentiamo un gruppo unito e siamo parte di questa comunità», conclude Chizzali, «e quindi era giusto fare questo piccolo gesto, anche se questo periodo non è dei migliori. Non ci possiamo lamentare comunque di come si sta avviando questa stagione, ci sono tanti disagi dovuti in particolare all’impossibilità di prevedere quanto personale serva, se tanto o poco;, e questo per via del meteo e dei continui cambi di normative anti-contagio. Intanto però abbiamo fatto la nostra parte per la comunità».

L’apprezzamento

Grande apprezzamento per il gesto da parte dell’Amministrazione, che ha voluto incontrare lo staff del locale per portare i ringraziamenti. «È un gesto di grande umanità e solidarietà», afferma il sindaco Paolo Vendramini, «c’è chi utilizza le mance per concedersi una parentesi di svago, chi per soddisfare un piccolo desiderio personale, chi le investe per migliorare il proprio locale: ma stavolta si è puntato sulla solidarietà. La scelta assume contorni ancora più rilevanti in un momento storico come quello attuale. I ristoratori e i baristi sono tra le categorie che più hanno fatto sacrifici durante il lockdown, ma hanno garantito attenzione e rispetto delle regole e creduto fortemente nel rilancio delle loro attività. In più, si sono prodigati con gesti generosi come il servizio a domicilio, le colazioni “sospese”, la beneficenza e adesso anche la donazione di uno strumento che può salvare vite umane. Questa è un’ulteriore conferma del fatto che la solidarietà è parte integrante della collettività pontalpina». 

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