Contenuto riservato agli abbonati

Il conto dell’alluvione nel Bellunese: 180 milioni di danni

La Provincia ha concluso la ricognizione da inviare al governo. Per ora restano escluse le perdite subìte dai privati

BELLUNO. Una moltitudine di frane, torrenti straripati e strade danneggiate. Il maltempo di inizio dicembre è stato un altro durissimo colpo per il territorio bellunese, con poco meno di 180 milioni di euro i danni. Questa la somma delle segnalazioni pervenute alla Provincia, individuata soggetto attuatore dal commissario delegato all’emergenza meteo Nicola Dell’Acqua. Si tratta di una parte dei danni, perché riguarda esclusivamente il patrimonio pubblico. Restano fuori dal calcolo i beni dei privati.

«Ora passiamo alla seconda fase, quella della trasmissione dei dati al commissario delegato all’emergenza, nella speranza che la maggior parte delle richieste trovi copertura economica», spiega il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Dopodiché si procederà con l’erogazione delle risorse e con l’esecuzione degli interventi di ripristino, che ci auguriamo possano trovare piena copertura ed essere rapidi. Il fatto che la Provincia sia stata individuata come soggetto attuatore è un fatto importante, che avvicina al territorio la soluzione dei problemi».

Sono molti i Comuni e gli enti che hanno segnalato danni causati dal maltempo di dicembre. Soprattutto frane e allagamenti. «A dimostrazione di una fragilità diffusa sul territorio, resa ancora più forte dopo gli eventi di Vaia», commenta il consigliere provinciale delegato alla difesa del suolo Massimo Bortoluzzi.

Nella conta spicca soprattutto la conca dell’Alpago, dove l’alluvione a Puos e le frane diffuse tra Chies e Tambre hanno causato quasi 50 milioni di danni segnalati tra Comune, Servizi forestali regionali e altri enti (30 milioni di euro soltanto per il territorio comunale di Alpago); ma anche Val di Zoldo e Longarone dove i danni sfiorano i 40 milioni (oltre 20 milioni a Val di Zoldo).

A seguire, Borgo Valbelluna (poco meno di 10 milioni), Gosaldo (all’incirca 12 milioni), Livinallongo (poco meno di 15 milioni), e Feltre (circa 5 milioni). Molti i territori in cui la somma supera il milione di euro, mentre i danni per almeno 5-600mila euro sono diffusi in quasi tutti i Comuni.

«Si tratta di frane, smottamenti e allagamenti, che hanno distrutto opere idrauliche e tratti di viabilità», sottolinea Bortoluzzi. «Ci auguriamo che eventi meteo simili non si verifichino più, ma purtroppo negli ultimi anni abbiamo dovuto fare i conti spesso con danni simili. Prima con Vaia, poi con l’emergenza meteo di novembre 2019 e con gli eventi di fine agosto 2020. E infine l’alluvione del dicembre scorso. Sono tutte emergenze che mettono in luce una volta di più quanto il nostro territorio avrebbe bisogno di specificità reale, vale a dire di risorse umane e finanziarie per far fronte alle necessità. Anche perché i 180 milioni di euro di danni registrati finora riguardano i beni pubblici, ma sappiamo che anche molti privati hanno perso auto, scantinati, elettrodomestici e altre proprietà. La Provincia ha già avviato una ricognizione dei danni anche ai privati e prossimamente vedremo di tirare le somme».

Video del giorno

Turchia, la furia del minatore non pagato: sale sull'escavatore e distrugge i camion

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi