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Vendita Ascotrade, 21 milioni per Bim Gsp. Investimenti su depurazione e nuova sede

Bim Gsp spende 200 mila euro all’anno per l’affitto delle sue sedi. L’intenzione è quella di trasferirsi

L’unica offerta giunta da EstEnergy. Nel piano degli interventi extra tariffa anche due centri per trattare i fanghi

BELLUNO. Depurazione, riduzione delle perdite, banche dati e forse anche una nuova sede. È in dirittura d’arrivo l’operazione di vendita delle azioni di Ascotrade detenute da Bim Gsp. EstEnergy, società del Gruppo Hera e socio di maggioranza nella società di vendita di metano di Pieve di Soligo, si è aggiudicata in via provvisoria il pacchetto azionario dell’11% detenuto da Bim Gsp. Ieri 30 giugno è avvenuta l’apertura dell’offerta, l’unica pervenuta entro i termini: 21.000.100 il valore offerto.

Nelle prossime settimane verranno espletate le formalità del caso e con la stipula del contratto di cessione. «Un traguardo davvero soddisfacente per il Consiglio di Amministrazione che ho l’onore di presiedere e per i comuni soci, a cui va il mio ringraziamento per il supporto accordato e per aver saputo guardare con lungimiranza e visione condivisa al valore strategico dell’operazione appena conclusa», afferma il presidente, Attilio Sommavilla.

«Ora potremo disporre di un patrimonio di rilievo, che potrà essere destinato in maniera cospicua ad investimenti strutturali nel sistema idrico provinciale: nuove infrastrutture, ma anche miglioramento delle esistenti, potranno essere realizzate senza nessun costo per i cittadini, a beneficio del territorio, della collettività e delle generazioni che verranno dopo di noi. Queste risorse potranno anche contribuire a cofinanziare gli interventi che deriveranno dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dove il settore idrico ha grande rilievo».

I prossimi passi

Nelle scorse settimane Bim Gsp ha già fatto tre incontri con i sindaci delle diverse vallate per decidere come investire i proventi della vendita delle quote di Ascotrade. «Stiamo perfezionando insieme ai sindaci un piano di investimenti extra tariffa. Gli incontri proseguono e parallelamente andremo a cercare fondi aggiuntivi dal Pnrr e da altre fonti per moltiplicare la somma di cui disponiamo attraverso il cofinanziamento».

Le priorità

Il piano elaborato finora si concentra al 75% sulla depurazione, sulla riduzione delle perdite e sul miglioramento della qualità delle acque, spiega ancora Sommavilla: «Ma anche sulla creazione di una banca dati con georeferenziazione del sistema, perché oggi non conosciamo la posizione esatta dell’80% dei tubi e questo è molto grave. Infine c’è la questione della sede che stiamo valutando anche con la Sit e con Bim Infrastrutture».

Controllo e monitoraggio

Gli acquedotti bellunesi hanno una dispersione che non è più accettabile né sostenibile e nel Pnrr c’è un ampio capitolo dedicato all’efficientamento dei sistemi. «Non possiamo dire di poter mettere mano su tutto», osserva Sommavilla, «ma abbiamo un piano per la riduzione delle perdite lungo mille chilometri di tubature, piano parallelo al lavoro di mappatura e georeferenziazione, perché si tratta di anche di verificare la situazione attraverso la misurazione della pressione e delle portate».

L’hub dei fanghi

Un altro progetto ambizioso di Bim Gsp prevede la realizzazione di uno o due centri (a Longarone e in Alpago) per il trattamento dei fanghi prodotti dai depuratori provinciali e dalle aziende che fanno servizio di spurgo. «L’obiettivo è quello di ridurre al minimo il peso del materiale da smaltire, in modo da risparmiare nel trasporto e nello smaltimento», dice Sommavilla. «Questo ci permetterebbe anche di diventare un collettore per il servizio privato sulle acque nere».

Cambiamenti climatici

Diventa sempre più urgente procedere anche a una ricalibratura del sistema di smaltimento delle acque attraverso gli sfioratori di piena. «Gli sfioratori sono fondamentali quando piove», osserva il presidente di Bim Gsp, «ma il sistema in uso non è più adatto a sostenere gli eventi meteo che si verificano a causa dei cambiamenti climatici, con grandissime quantità di pioggia in brevissimo tempo. È necessario rimodellare e quindi ricostruire gli sfioratori di piena in modo che siano efficienti e garantiscano la tutela ambientale».

La sede

Non meno importante appare la necessità di trovare una nuova sede. «Per lo stabile principale di via Tiziano Vecellio, il magazzino e l’ufficio progettazione, spendiamo 200 mila euro all’anno», sottolinea il presidente. «Una cifra folle se si considera che non c’è parcheggio né per il personale né per gli utenti, sono in tre località diverse, senza spazi adeguati alla condivisione, torride d’estate e fredde d’inverno. Tutto questo rappresenta una grave inefficienza e uno spreco inaccettabile di denaro. Ne abbiamo parlato con i sindaci, con la società Sit e con Bim Infrastrutture e stiamo vagliando alcune ipotesi».

Progetti specifici

Con fondi extra tariffa, Bim Gsp intende anche procedere alla sostituzione del parco contatori, installando a tutte le utenze sistemi elettronici che non richiedano la lettura “manuale”.

Inoltre, in Agordino, si sta pianificando un percorso di ampio respiro, sempre relativo alla depurazione, che parta dai piedi della Marmolada fino a riunire tutta la vallata in un unico depuratore.

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