Contenuto riservato agli abbonati

Riparte l’ospedale di comunità di Agordo: i posti letto passano da quattro a dieci

Chiusa la fase dell’emergenza Covid, la struttura ora torna a fare da cerniera tra il nosocomio per acuti e il territorio

  AGORDO. Si amplia l’ospedale di comunità ad Agordo: da quattro a dieci posti (che in futuro potrebbero arrivate a ventitré) per i pazienti che hanno bisogno di essere assistiti per tornare nel proprio contesto abitativo.

La direttrice generale dell’Usl 1 Dolomiti, Maria Grazia Carraro, è salita ieri ad Agordo per tenere a battesimo i nuovi posti dell’ospedale di comunità che ora, dopo l’emergenza Covid, può finalmente dare risposte ai bisogni del territorio.

All’incontro nella saletta della direzione medica dell’ospedale c’erano anche il sindaco di Agordo, Roberto Chissalè, con la consigliera con delega alla sanità e al sociale, Federica Zasso, il direttore medico dell’ospedale, Raffaele Zanella, il direttore dei servizi sociali, Sandro De Col, il primario di medicina, Massimiliano Mosca, e le infermiere del reparto.

«Oggi riapre l’ospedale di comunità», ha detto Carraro, «una struttura importante per un territorio dove c’è una popolazione con un’età media abbastanza elevata. Si tratta di un servizio intermedio tra l’ospedale classico e il territorio, dove si accompagnano le persone che non hanno bisogno di cure elevate, ma di assistenza da parte dell’ambito infermieristico per tornare nel loro contesto abitativo. È una cerniera di mezzo pensata anche per aiutare le famiglie e che libera più posti letto per la fascia acuta dei pazienti».

Un’ospedale che si trova all’interno di un ospedale: una caratteristica evidenziata da Zanella che ha messo l’accento sulla maggiore facilità di attivare così strategie tra le due strutture.

«Si tratta», ha detto, «di un’ulteriore tappa che ci consente di studiare più a fondo il percorso di trattamento dei pazienti dall’alta alla bassa intensità. Siamo partiti dai quattro posti letto che venivano gestiti dalla parte internistica, ora arriviamo a dieci, ma per il futuro ci sono fino a ventitré posti. L’attività si svolgerà in un ospedale con strutture moderne e con empatia professionale da parte del personale e servirà anche per i pazienti ortopedici al fine di facilitare il loro recupero».

Anche Sandro De Col vede nell’ampliamento dell’ospedale di comunità il suggello a una realtà «che ha sempre visto uno stretto rapporto tra servizi ospedalieri e territoriali».

Per Massimiliano Mosca, che ha ricordato l’importante esperienza maturata dagli infermieri dal 2008 in poi legata ai 28 letti di lungodegenza, l’ospedale di comunità «è un necessario tassello nel trattamento post-acuto».

«Serve una riabilitazione intensiva ed estensiva», ha aggiunto, «anche a domicilio, certo, ma ricordando che questo è un territorio particolare: servono percorsi per guarire e per reinserirsi nella vita quotidiana».

Anche le infermiere che si occuperanno dei pazienti dell’ospedale di comunità hanno espresso il proprio punto di vista attraverso la coordinatrice. «Crediamo nell’apertura di questo reparto», hanno detto, «di un servizio a bassa intensità propedeutico alle dimissioni. Il dottor Mosca e la dottoressa Ileana Corazzin, che è andata via, ci hanno formato nell’accoglienza dell’utente e nel pensare poi a quando uscirà dall’ospedale. Forniremo un percorso assistenziale di supporto anche nei confronti dei famigliari affinché, una volta a casa, possano prendersi cura dei propri cari».

Il sindaco di Agordo, Roberto Chissalè, ha salutato l’evento dicendo che «la lotta allo spopolamento passa per una sanità all’altezza che dia garanzie sul fatto che si possa venire curati anche lontano dai grossi centri» e si è augurato di poter presto festeggiare anche la conclusione dei lavori di ristrutturazione del pronto soccorso.

«Amministratori e dirigenti», ha concluso, «non devono tuttavia fermarsi qui, ma impegnarsi per dare ulteriori servizi».

Video del giorno

Barattin, Soccorso Alpino: non sottovalutate la montagna, chi sbaglia paga. Anche i soccorsi

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi