Si scaverà ancora sul Giau nel riparo di 11 mila anni fa

Patto tra Comune e Università di Ferrara per proseguire la campagna di studi A Pra’ Comun, in territorio regoliero, altri tre anni di ricerche archeologiche 

Alessandra Segafreddo



Nuovi scavi in vista al passo Giau: il Comune di San Vito parteciperà attivamente, con 15 mila euro, al finanziamento di nuove ricerche archeologiche dell’Università di Ferrara che si svolgeranno dalla seconda metà di questo mese e per tre anni consecutivi in territorio regoliero a Pra’ Comun, sotto al passo Giau (a 1.900 metri).

Il progetto farà parte dell’iniziativa europea Interreg V Italia– Austria (European Regional Development Fund), a cui il Comune ha aderito per ottenere i fondi tramite il Gal Alto Bellunese, grazie pure all’interessamento dell’Union Ladina d’Oltreciusa.

Lo scavo, diretto dalla professoressa Federica Fontana dell’ateneo di Ferrara, esperta di preistoria delle Alpi, che coordinerà le ricerche con la collaborazione del dottor Davide Visentin dell’Università di Ferrara e del professor Fabio Cavulli dell’Università di Napoli, partirà dopo la metà del mese e continuerà il lavoro eseguito in passato.

Pra’ Comun, un’area posta sotto un masso roccioso simile a quello di Mondeval, ha restituito dati molto promettenti per gli studiosi: in un piccolo saggio di scavo di un metro quadro sono affiorati non solo manufatti in pietra scheggiata, ma anche carboni e numerosi frammenti ossei di varie prede. Si tratta di una vera rarità, perché finora solo due siti alpini della stessa epoca (Mesolitico, e uno è Mondeval) presentavano un analogo stato di conservazione.

«L’amministrazione comunale è orgogliosa di sostenere attivamente questi nuovi scavi nel nostro territorio», commenta il sindaco Emanuele Caruzzo, «e felice di poter lavorare in piena collaborazione con le Regole. Ringrazio in particolare la professoressa Fontana per il valore scientifico del suo lavoro nel nostro territorio e l’assessore al turismo Alfonso Sidro, che ha seguito il dossier».

«Abbiamo posto un’unica richiesta al gruppo di ricerca», aggiunge Sidro, «e cioè di coinvolgere quanto più possibile la nostra comunità nelle attività di ricerca. Vorremmo quindi creare momenti di dialogo, visita e partecipazione per le scuole, dalle elementari al nostro liceo classico, così come incontri informativi, magari anche sul campo, per i sanvitesi e i turisti estivi. Crediamo fermamente nella cultura come momento di formazione, ma anche come volano economico e turistico, ed è per questo che sosterremo questo progetto pluriennale».

Fontana assicura che il sito potrà essere visitato e sarà pubblicizzato con materiale informativo e tabelle per i visitatori.

«Con queste ricerche», spiega la docente, «speriamo di trovare nuovi e più importanti reperti nel sito di Pra’ Comun, ma anche di rispondere a molte domande che potranno interessare da vicino i sanvitesi: chi erano le prime donne e uomini che si insediarono sotto questo masso roccioso 11 mila anni fa, ancora prima di Mondeval? Che cosa li ha portati qui? Da dove venivano? Com’era organizzato il loro accampamento? E quali relazioni sociali hanno intrattenuto? Gli scavi potrebbero darci queste e altre risposte». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Italian Tech Week 2021, la conference con Elon Musk e i protagonisti dell'innovazione

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi