Case, materie prime sempre più care nel Bellunese: «Cantieri fermi»

Il settore è in ripresa, ma ci sono problemi da fronteggiare. Dal Magro: «Le imprese non possono lavorare sotto costo»

BELLUNO. Il mercato immobiliare è frizzante in questo periodo. C’è voglia di casa ai piedi delle Dolomiti. Il Superbonus l’ha incentivata, ma la voglia di cambiare la propria abitazione deve scontrarsi con delle nuove problematiche: sono tanti i cantieri che, negli ultimi tempi, si stanno fermando, oppure rallentano, perché i costi delle materie prime fanno saltare i preventivi delle imprese. E anche perché i Comuni sono ingolfati di lavoro per cui ritardano gli iter autorizzativi.

Facciamo il punto con Giuliano Dal Magro, agente immobiliare e presidente provinciale dell’associazione di categoria, la Fiaip, nonché vicepresidente veneto dell’organizzazione.

COSTI MATERIE PRIME

Il legno è una delle materie prime più utilizzate in edilizia nel Bellunese. L’aumento del prezzo, con la pandemia, è stato del 40%. Forti i rincari di rame e dell’acciaio. Il petrolio costa il doppio di un anno fa e i rincari trascinano verso l’alto anche quelli di gas, plastica, isolanti o il bitume, il cui prezzo è salito del 16% negli ultimi mesi. «Oggi le imprese edili lavorano sottocosto e sarebbe quindi necessario adottare misure eccezionali, concrete e immediate», osserva Dal Magro, rilanciando le richieste delle diverse categorie, «che possano evitare il blocco di decine di cantieri sia pubblici che privati mettendo a rischio anche le opere del Recovery Plan e gli interventi del Superbonus 110%». L’Ance, come si legge nei loro comunicati stampa, ha proposto un meccanismo per cui, in caso di rincari dei costi dei materiali superiori all’8%, il committente compensa il costruttore. Se invece accade il contrario e i prezzi scendono di oltre l’8% è il costruttore che ribassa il costo. Sta di fatto che anche in provincia i costruttori hanno rallentato numerosi cantieri, aspettando tempi migliori. Si sa che non solo i materiali costano di più, ma addirittura non si trovano. Accade per gli stessi cappotti termici, per cui – in questi casi – rischia di saltare il Superbonus 110%. Per gli ordini, prenotati da tempo, le consegne di giugno sono saltate a fine luglio, quando va bene, altrimenti fino ad ottobre. Ma è impensabile che con l’arrivo dell’instabilità meteo dell’autunno qualche impresa edile si azzardi a rinnovare il tetto di un edificio.

COMPRAVENDITE

I ripetuti lockdown hanno frenato il mercato immobiliare, ma negli ultimi sei mesi si è rianimato. Specie in città a Belluno, a Feltre e pure in un’area come l’Agordino. Nel capoluogo provinciale e negli immediati dintorni si vende il “nuovo” fra i 1900 e i 2 mila euro al metro quadro. L’“usato sicuro”, quello di 20-25 anni, fra i 1300 e i 1400 euro; si scende ai 1100 euro nei territori di periferia. Discorso a parte, ovviamente, a Cortina, dove i Mondiali di sci e le Olimpiadi hanno fatto lievitare i mercati di goni tipo, quello immobilitare in particolare. Un metro quadro di appartamento nuovo non lo paghi, ai piedi delle Tofane, meno di 10-11 mila euro il metro quadro. L’usato lo puoi portar via a metà, intorno ai 5 mila euro. Basta, però, allontanarsi di pochi chilometri e a San Vito di Cadore i prezzi sia del nuovo che dell’usato calano. Poco più in là, a Borca di Cadore, i prezzi si dimezzano ulteriormente.

CASE VACANZE

L’anno scorso, di questi tempi, l’assalto dei veneti aveva quasi esaurito la disponibilità degli affitti di case vacanza sulle terre alte. Quest’estate, con tutta Italia in zona bianca, il turista diversifica la sua scelta. Gli appartamenti sono ancora i preferiti da chi viaggia con la famiglia rispetto all’albergo, ma con una contrazione degli affitti a due cifre, fra il 10 e il 20%. Sono 58mila le seconde case in provincia di Belluno, una ogni quattro abitanti. Si calcola, però, che meno di 25 mila siano agibili: dalle 7 mila di Cortina alle 3 mila di Auronzo, alle 2 mila della val Zoldana. Più ristretto, ovviamente, il numero di case-vacanza, immediatamente usufruibili. “Dolomitissime”, l’agenzia dove è socio Dal Magro, ne conta da sola 180 per quasi 700 posti letto. «Riscontriamo, in ogni caso, richieste significative di affitti lunghi», conferma Dal Magro, «specie da parte di professionisti che con la famiglia vogliono trascorrere dei periodi di riposo e lavoro in ambienti liberi dallo stress cittadino».

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