No al trasferimento della Ctrp a Pullir Scopel: «Gli ospiti sarebbero isolati»

Il sindaco di Seren boccia l’ipotesi del piano psichiatrico Poi all’Ulss: «Formare operatori e nominare il primario»

/ feltre

«Puntare sulla formazione di operatori psichiatrici, come educatori domiciliari e addetti alla riabilitazione, e senza abbassare la guardia sull’assoluta necessità di fare il bando per il nuovo primario psichiatra a Feltre». Entra nel merito della “questione psichiatrica” di Feltre e della sospensione delle degenze in servizio per carenza di medici specialisti a fronte di un numero di cartelle aperte per pazienti instabili che fino a qualche anno fa rappresentata un record a livello regionale, il sindaco di Seren del Grappa, Dario Scopel.


Che per primo, interpretando i dubbi di una parte di colleghi del comitato dei sindaci, boccia pubblicamente anche l’ipotesi del piano psichiatrico del futuro, che prevede il trasferimento di Ctrp (comunità terapeutica residenziale) e Centro Diurno a Pullir, «perché questo significherebbe l’isolamento degli ospiti potenzialmente da riabilitare».

Mancano psichiatri?, premette il sindaco Dario Scopel che è anche coordinatore provinciale di Forza Italia. «Ebbene, vanno incoraggiati e incentivati corsi specifici per le professioni sanitarie e assistenziali dell’ambito psichiatrico, così come avevo proposto anche in passato e in tempi non sospetti al campus Merlin, non solo per confermare e valorizzare competenze che a Feltre hanno una tradizione e una storia pluridecennale, ma per rovesciare la piramide e puntellare il territorio e la domiciliarità in maniera strutturata ed efficiente».

Questo non significa che si possa fare a meno di medici prescrittori, preposti alla diagnosi di disturbo psichiatrico e cura farmacologica adeguata. Anzi, il sindaco di Seren, nel consigliare l’Ulss Dolomiti ad «ascoltare la voce degli utenti del servizio psichiatrico feltrino», chiede che sia «mantenuto il primariato senza il quale il servizio di psichiatria del Santa Maria del Prato rischia un depauperamento deciso e, a lungo termine, la sua stessa esistenza e la ricollocazione dei servizi di assistenza diurni», come appunto il day hospital che per sopperire intanto alla sospensione dei ricoveri prolunga l’orario dalle 8 alle 20.

In questo, Dario Scopel conferma quanto aveva fatto presente lo stesso Paolo Perenzin presidente della conferenza quando ha incontrato il dg dell’Ulss Dolomiti Maria Grazia Carraro. «Dalle famiglie c’è un grido di allarme e una richiesta di aiuto che dobbiamo ascoltare», evidenzia il sindaco Scopel. «Gli effetti della pandemia si stanno purtroppo manifestando in tutta la loro gravità anche in ambito psichiatrico con un aumento percentuale di persone che necessitano di sostegno psicologico o cure psichiatriche a doppia cifra. A questi nuovi pazienti si sommano quelli cronici o cinque già noti al servizio che solo per l’ospedale di Feltre sono alcune centinaia. Stiamo parlando di un problema che non è solo sanitario ma anche, e soprattutto, sociale visto che tocca da vicino e pesantemente le dinamiche familiari e personali di molti nostri concittadini».

Una situazione che secondo il sindaco “azzurro” va attenzionata, senza prescindere da un «percorso di confronto e di condivisione con le associazioni dei familiari per trovare insieme le soluzioni dei breve meno impattanti e quelle in un’ottica di medio e lungo termine». —

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