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Solo le navette sulla strada per la Valgrande

Il sindaco Staunovo Polacco

Comelico Superiore, provvedimento “rivoluzionario” del sindaco Staunovo Polacco: per ora vale nei fine settimana, in agosto tutti i giorni

COMELICO SUPERIORE. È la prima volta che un Comune del Bellunese consente l’accesso “sostenibile” ad una sua valle, tra l’altro molto frequentata. Il sindaco di Comelico Superiore, Marco Staunovo Polacco, ha infatti chiuso al transito la strada della Valgrande che conduce fino al rifugio Lunelli, dal quale poi si alza il sentiero, a serpentina, che raggiunge il rifugio Berti e s’arrampica fino al passo della Sentinella.

La chiusura è programmata, almeno per il momento, solo il sabato e la domenica, mentre nel mese di agosto sarà quotidiana.

Grandi parcheggi sono stati istituiti in paese, all’ingresso della valle.

Funzionerà una navetta del costo di 5 euro, andata e ritorno.

Solo i residenti, con casa o attività zootecnica e forestale, potranno usare l’auto.

A tirare un grosso sospiro di sollievo sono stati per primi i gestori dei due rifugi, perché da tempo lamentavano l’assalto delle auto, soprattutto dei villeggianti, che parcheggiavano ovunque, anche sui pascoli, in mezzo alle mandrie.

Tanto che non mancavano le proteste da parte degli allevatori, ma anche degli automobilisti che in tanti casi denunciavano di essere stati “incornati” (le loro macchine, per la verità).

L’esperimento, provato per la prima volta lo scorso fine settimana, è puntualmente riuscito. Soddisfatto l’assessore regionale all’ambiente, Giampaolo Bottacin.

«La sostenibilità ambientale passa anzitutto da iniziative come questa. È la prima volta, infatti, che si chiude una valle al transito automobilistico. Fino ad oggi abbiamo avuto esperienze significative, ma limitate, su strade di accesso a malghe o a rifugi. La sperimentazione di Comelico Superiore, se conseguirà i risultati attesi, sarà un modello da seguire anche altrove».

In navetta oggi si sale in cima al monte Rite, a malga Ra Stua, a Cortina, al rifugio del Monte Piana, al rifugio Costapiana in comune di Valle di Cadore.

Altri limiti all’accesso delle auto si trovano in Val Visdende e a Misurina, dove la strada delle Tre Cime viene bloccata quando si riempiono i parcheggi a monte.

Nulla a che vedere, comunque, con la singolarità dell’iniziativa di Comelico Superiore.

«Si tratta di un provvedimento che viene molto apprezzato», ammette Davide Zandonella Necca, referente di Confcommercio, «anche dai residenti e in particolare dagli operatori turistici, perché la Valgrande senza auto è davvero una meraviglia».

«Queste sono le scelte intelligenti», riconosce Luigi Casanova, leader degli ambientalisti, «che una Amministrazione avveduta può oggi assumere. Apprezzano i villeggianti, ma trovano interessante l’idea anche i residenti; non fosse altro che per le opportunità di lavoro che i servizi sostitutivi possono offrire». Per Casanova, il turismo “lento” del post pandemia esige approcci come quello di Comelico Superiore: «Un esempio certamente da imitare».

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