Altri sei casi bellunesi di variante Delta: riguardano il focolaio della Pedavena Cup

Erano in tutto una ventina le positività riscontrate tra i partecipanti del torneo: attesa per gli esiti degli altri tamponi

BELLUNO. Variante Delta alla Pedavena Cup. La mutazione indiana si sta imponendo anche nel Bellunese. Ieri sono arrivati all’Ulss 1 i risultati dei sequenziamenti fatti ai positivi del focolaio scoppiato tra gli spettatori del torneo di calcio a cinque e della partita Italia-Austria agli Europei. E l’esito è quello che i vertici dell’Ulss 1 Dolomiti speravano di non dover sentire: tutti e sei i campioni analizzati dall’Istituto zooprofilattico del Veneto sono risultati positivi alla variante Delta.

Si tratta di giovani che fanno parte del gruppo di circa venti feltrini risultati positivi dopo aver partecipato, nella serata del 26 giugno, a una serie di eventi pubblici che si sono svolti tra Pedavena e Feltre. Dopo aver partecipato a una festa di compleanno, avevano assistito alla Pedavena Cup di calcio a 5, quindi erano andati a vedere sul maxi schermo la partita dell’Italia, prima di finire la loro giornata di festa tra birrerie e locali. Il fatto che si fossero contagiati così in fretta e così in tanti aveva fatto subito pensare alla variante Delta, che ha tra le proprie caratteristiche anche quella di diffondersi facilmente, anche con contatti di breve durata. Per fortuna le conseguenze non sembrano diverse da quelle della variante inglese o del ceppo originario del Coronavirus.

I primi positivi erano emersi tra il 30 giugno e il primo luglio, da una manciata si era passati subito a otto, poi a dodici, ora a venti. Di fronte alla risposta dell’Istituto zooprofilattico, l’Ulss lancia un nuovo appello, rivolgendosi a tutti coloro che hanno partecipato agli eventi sportivi e sociali della sera del 26 giugno e chiedendo loro di recarsi a fare un tampone al punto Covid point di Anzù, aperto dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30; nei giorni festivi ci si può recare al Covid point dell’ospedale San Martino di Belluno.

Ma l’Ulss va oltre e sottolinea che l’accesso al tampone è indicato anche per chiunque sia stato esposto, in altri contesti e in altre parti della provincia, ad assembramenti, eventi sociali, viaggi o contatti con persone che siano in sorveglianza Covid, cioè che siano contatti di positivi. Tutti i covid point della provincia dove si eseguono i tamponi sono ad accesso libero e non c’è bisogno di prenotazione e prescrizione: «È indispensabile», dicono dall’Ulss, «di fronte al diffondersi anche in Italia della variante Delta, fare una diagnosi precoce, se compaiono sintomi respiratori minimi o se ci sono stati contatti anche occasionali con persone positive».

La diffusione della variante Delta nel Bellunese registra al momento nove casi: la donna di 62 anni, reduce da una vacanze alle terme fuori regione e ricoverata nel reparto di Malattie infettive di Belluno, una giovane turista del Nord Europa, passata per la Spagna e infine arrivata in vacanza nel Bellunese e una giovane feltrina, che non sembra collegata al focolaio di Pedavena.

Considerato il tempo trascorso tra il 26 giugno ed oggi, molti dei giovani positivi sono quasi alla fine della loro quarantena, che dura dieci giorni.

Video del giorno

Torino, i cinghiali in città rovesciano i cassonetti in cerca di cibo

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi