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Alluvione nel Bellunese, 9 milioni dallo Stato. Padrin: «Risorse insufficienti»

Per il maltempo delIo scorso dicembre il governo ha anche ampliato la platea dei Comuni che potranno avere i soldi. In provincia danni per 185 milioni. D’Incà: attenzione al territorio

BELLUNO. Il governo stanzia altri nove milioni per sistemare i danni provocati dall’alluvione che dal 4 al 9 dicembre ha colpito il Bellunese e alcuni comuni veneti. Si aggiungono ai 7,4 milioni che erano stati stanziati alla fine dell’anno scorso. Il conto dei danni raccolto dalla Provincia, però, sfiora i 185 milioni di euro.

In quei giorni sono cadute frane, sono straripati torrenti, sono crollati pezzi di strade in mezza provincia. Nella conca dell’Alpago, l’alluvione a Puos e le frane diffuse tra Chies e Tambre hanno causato quasi 50 milioni di danni segnalati tra Comune, Servizi forestali regionali e altri enti (30 milioni di euro soltanto per il territorio comunale di Alpago); a Val di Zoldo e Longarone i danni sfiorano i 40 milioni.

Nell’elenco elaborato dalla Provincia seguono Borgo Valbelluna (poco meno di 10 milioni), Gosaldo, dove crollò un ponte e vennero danneggiate alcune strade (all’incirca 12 milioni), Livinallongo (poco meno di 15 milioni), e Feltre (circa 5 milioni). Molti i territori in cui la somma supera il milione di euro, mentre i danni per almeno 5-600mila euro sono diffusi in quasi tutti i Comuni.

POCHI SOLDI, TANTI BENEFICIARI

Anche all’inizio di dicembre del 2020 il Bellunese ha pagato un tributo pesantissimo a causa del maltempo. Alla fine di quel mese il governo stanziò i primi 7,4 milioni di euro per le prime necessità, giovedì il consiglio dei ministri, su proposta del presidente Mario Draghi, ha deliberato ulteriori 8.950.000 euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.

Il conto arriva dunque a 16.350.000 euro. Pochi, troppo pochi per far fronte a tutte le problematiche registrate dagli enti pubblici, ma anche dai privati e dalle imprese.

Il governo ha anche esteso gli effetti dello stato di emergenza, già dichiarato nei territori della provincia di Belluno e di alcuni comuni in provincia di Vicenza (Torre di Quartesolo, Vicenza e Longare), alle province di Treviso e di Padova, all’area dell’Alto Vicentino della provincia di Vicenza e alla fascia costiera della provincia di Venezia. Quindi quei nove milioni scarsi vanno spartiti anche con questi territori.

LA PROVINCIA: NON BASTANO

«È positivo che sia stata riconosciuta una cifra aggiuntiva a quella già stanziata», premette il presidente della Provincia, Roberto Padrin. Palazzo Piloni è stato individuato soggetto attuatore dal commissario delegato all’emergenza meteo, Nicola Dell’Acqua. «Ma è evidente che le risorse sono ancora insufficienti per tutti i danni che il nostro territorio e il patrimonio pubblico e privato hanno subito. Mi auguro che il governo riesca a trovare altri fondi, perché i Comuni da soli, o la Provincia, non possono certo farcela a risolvere tutte le problematiche provocate dall’alluvione».

IL MINISTRO

«Il ministro D’Incà mi aveva già annunciato che sarebbero state stanziate altre risorse», conclude Padrin, riferendosi a un colloquio di qualche tempo fa. «Mi auguro che il governo ne reperisca di ulteriori».

Lo stesso D’Incà ricorda che «la somma si aggiunge ai primi 7,4 milioni di euro messi a disposizione a fine dicembre 2020, che riguardavano gli interventi più urgenti. Anche questo nuovo stanziamento è considerato per gli interventi più immediati», spiega. «Continueremo a seguire con attenzione i passaggi per l’impiego delle risorse necessarie a riparare i danni provocati dal maltempo in quelle difficilissime giornate che hanno messo a dura prova diverse zone della nostra regione, in particolare del territorio bellunese».

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