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Variante di San Vito, il Comune alza il tiro: «Il progetto fatto dall’Anas è migliorabile»

Il consiglio deve approvare l’intervento, gli espropri partiranno solo dopo. Il sindaco: discutiamone prima di arrivare in aula

SAN VITO. Il progetto della variante Anas di San Vito è «migliorabile». E il sindaco Caruzzo, prima di portarlo in consiglio comunale per l’approvazione, vuole discuterne con Anas. «Stiamo facendo alcune valutazioni», premette il primo cittadino di San Vito. «Dialoghiamo costantemente con Anas e credo ci siano margini di miglioramento».

Il consiglio comunale ha in mano un asso in questo momento: spetta all’organo elettivo approvare il progetto della variante, come segnala la stessa Anas nella memoria di costituzione in giudizio depositata al Tribunale superiore delle acque pubbliche per il terzo ricorso promosso dal comitato “No variante Anas San Vito di Cadore”, difeso dallo studio legale Iannotta di Napoli.

RICORSI, SENTENZA UNICA A OTTOBRE

Nell’udienza del 7 luglio, per la discussione dell’istanza cautelare chiesta dai cittadini preoccupati per l’avvio delle procedure di esproprio dei terreni, il giudice ha rinviato anche la trattazione del terzo ricorso (come già fatto con i precedenti) al 27 ottobre.

Il giudice ha anche preso atto che nella sua memoria di costituzione in giudizio Anas ha dichiarato che i cittadini aderenti al comitato non avranno un danno imminente a seguito dell’approvazione del decreto del commissario che dà il via libera al progetto definitivo. “Il procedimento volto all’approvazione del progetto non è ancora concluso”, scrive Anas. Infatti, “il decreto commissariale è trasmesso al sindaco che lo sottopone all’approvazione del consiglio comunale nella prima seduta utile”. Fino ad allora non possono essere concluse le procedure espropriative.
 

LA POSIZIONE DEL COMUNE

«Non abbiamo un consiglio comunale imminente», precisa il sindaco Emanuele Caruzzo. «Ne abbiamo parlato in giunta e stiamo facendo alcune valutazioni, ma vogliamo discutere con tutto il gruppo».

Il Comune aveva presentato osservazioni al progetto, che Anas ha smontato. Ma il sindaco vuole giocarsi le ultime carte a disposizione: «Cambiare in maniera radicale il progetto magari no, ma migliorarlo sì», afferma. «Ad esempio la rotatoria verso Cortina è stata spostata più volte. Credo ci siano margini di miglioramento e prima di andare in consiglio comunale vogliamo discuterne con Anas».


LA DIFESA DI ANAS

Il Comune di San Vito, così come le Regole, non si sono costituiti in giudizio nel terzo ricorso. Lo ha fatto invece Anas, che nella memoria difensiva depositata al Tsap definisce il ricorso «inammissibile, improcedibile e comunque infondato».

Innanzitutto Anas contesta il difetto di giurisdizione del Tsap: è una questione di cui dovrebbe occuparsi il Tar del Lazio, scrivono i legali, perché «gli aspetti afferenti la natura del corso d’acqua - oltre ad essere del tutto infondati - rilevano solo incidentalmente e non hanno impatto sul regime delle acque pubbliche».

Si eccepisce poi il difetto di legittimazione ad agire dei ricorrenti: i cittadini non possono dimostrare «un danno tale da comportare una lesione effettiva», perché mancherebbe un interesse diretto e i Comitati «non sono legittimati ad agire» in quanto «non sono portatori di interessi diffusi radicati sul territorio». Nemmeno i cittadini possono ricorrere in qualità di regolieri: «la legittimazione attiva spetterebbe alle Regole», scrive Anas.

Entrando poi nel merito del progetto, Anas dice di aver affrontato i fenomeni di colata detritica, che «la portata di picco di un’eventuale colata transiterebbe al di sotto del ponte di progetto con franchi di ampia garanzia» e che «i possibili fenomeni di debris flow lungo il torrente Ru Secco hanno una distanza di arresto che consente di considerare l’infrastruttura di progetto esente dal rischio di coinvolgimento».

Infine sulla copertura legislativa, Anas scrive che «la proroga al 31 dicembre 2022 riguarda la sola gestione commissariale e non l’intero iter» dell’opera, che dunque «alla scadenza proseguirebbe in gestione ordinaria a cura del soggetto attuatore Anas».

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