L’incontro con i sindaci e un sasso dedicato alla memoria di Agnolin

Il tour nei luoghi e negli spazi del Museo dei Sogni e dei giardini esterni hanno prodotto riflessioni e pensieri delle giacchette nere 

FELTRE

Pensieri, riflessioni e parole che si annodano magicamente come quando si trova il modo di comporre tutte le tessere di un puzzle. È stato così anche per i vertici dell’Aia che ieri pomeriggio sono stati al Casonetto, accompagnati in una visita guidata della Cooperativa Arcobaleno dal direttore Aldo Bertelle. Perché ogni luogo, ogni spazio della cooperativa, dentro gli edifici o fuori all’aperto, racconta qualcosa. E quando il viaggio finisce si riescono a mettere assieme tutti i tasselli di un’esperienza certamente singolare, che affascina i credenti e incuriosisce chi è lontano dalla religione.


Lo hanno dimostrato i nove arbitri, ai quali Bertelle aveva affidato un compito: sei di loro dovevano mettere nero su bianco le loro riflessioni su altrettanti temi proposti; altri tre avranno il compito di porgere ogni sera una carezza ad un sasso che nei differenti casi rappresentano le nuove vite, chi quel giorno muore e le mamme. Gli arbitri hanno mostrato di avere appreso, con pensieri mai banali che resteranno tra le tante testimonianze scritte che d’ora in avanti faranno parte dell’archivio del Museo dei sogni e della memoria. Per una volta lontani dal clamore mediatico, dalle urla e dagli insulti dei tifosi allo stadio, hanno potuto scrutare dentro loro stessi e ritrovarsi, così come auspicato dal titolo della due giorni feltrina: “L’Aia incontra se stessa”.

C’è stato il tempo anche per ricordare Luigi Agnolin, il grande arbitro di Bassano del Grappa, colui il quale con la sua prima visita alla comunità nel 1983 ha stabilito un contatto tra il mondo arbitrale e Villa San Francesco che da allora non si è più interrotto. Gli è stato dedicato un sasso raccolto nel fiume Brenta.

Al termine della visita c’è stato poi l’incontro con i sindaci di Feltre e Pedavena, Paolo Perenzin e Nicola Castellaz: entrambi si sono detti orgogliosi sia del lavoro svolto da Aldo Bertelle, sia della presenza del Comitato nazionale dell’Aia. Perenzin ha fatto un accostamento tra il ruolo dell’arbitro e del sindaco: «Entrambi maneggiamo la giustizia, ma affinché non sia arida deve essere anche bella e buona come sostenevano i greci».

Il presidente della sezione Aia di Belluno, Marco xcruder ha portato il saluto della pattuglia di arbitri bellunesi e ha donato a ciascuno degli arbitri un pezzo di formaggio Piave Lattebusche donato dall’azienda. Poi tutti a tavola per gustare in compagnia il risotto ai funghi . —



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