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Caterina, 75 anni nel mondo del commercio: «Mi ha fermato solo la tragedia del Vajont»

LONGARONE. Festa e riconoscimento per la commerciante centenaria Caterina Filippin. L’amministrazione comunale ha consegnato una targa alla signora che, fino al 31 dicembre 2018, era in servizio con la sua bottega di merceria in centro, la “Eredi Mazzorana”. Questo evento è stato fortemente voluto dalla famiglia con le figlie Augusta, Giancarla e Gemma, con quest’ultima che per molti anni ha lavorato in bottega insieme alla madre.

«La signora Caterina per decenni è stata un punto di riferimento per il paese», ha detto il sindaco Roberto Padrin, «è stata la commerciante più longeva della storia di Longarone; la sua etica, la simpatia, l’accoglienza ai clienti, la dedizione al lavoro ed il forte legame con la famiglia l’hanno resa un esempio per le generazioni future. Qualche anno fa abbiamo dato delle targhe per i commercianti più longevi e lei purtroppo non era presente alla cerimonia per motivi di salute; ma oggi è di nuovo in forma e ci tenevamo anche a festeggiare i suoi 100 anni».

La signora, originaria di Erto, è ancora piena di forza e entusiasmo e ha raccontato la sua lunga storia nel mondo del commercio.

«Ho fatto la commerciante per 75 anni», commenta Caterina anche con un pizzico di orgoglio, «sono davvero grata per questo premio. Mi spiace che non ho potuto esserci alla cerimonia di qualche anno fa ma ero in ospedale. Ora per fortuna mi sono ripresa e sono ancora qui sulle mie due gambe. La nostra attività è iniziata subito dopo la guerra, nel 1945. Andavamo in giro con due biciclette, io e mio marito Ettore “el ros”, sempre al mio fianco; in giro per tutti i paesi e per tutte le valli, con la poca mercanzia che si trovava in quel periodo. Come dimenticare quei lunghi e freddi inverni nelle piazze? Ma sempre felici e fiduciosi verso il lavoro e la vita. Pur continuando l’attività ambulante, nel 1955 abbiamo aperto il primo negozio a Longarone. È qui che è arrivata a far da commessa nostra figlia Gemma, alta “na spana”, da allora sempre colonna portante del nostro lavoro. La nostra attività ha conosciuto un solo grande doloroso stop con il disastro del Vajont. Con la ricostituzione di Longarone», prosegue Caterina, anche il negozio è rinato. Siamo certe di aver contribuito, insieme agli altri superstiti, alla ripresa economica del nostro paese. Abbiamo condiviso gioie e dolori, anche qualche “gossip”, visto crescere i ragazzi a cui da piccoli fornivamo i vestiti e i grembiuli per andare a scuola. Vogliamo quindi ringraziare tutti i nostri clienti che per anni ci hanno dato fiducia e ci hanno permesso di tenere aperte le porte fino al 2018. Quel negozio è stata la nostra vita, la nostra finestra sul mondo e la forza che ci ha sempre mantenute “giovani” e dinamiche». Un rammarico? «Oggi ho un po’ di problemi a camminare, ho le stampelle e quindi da qualche anno ho dovuto rinunciare alla mia passione, ovvero il ballo».enrico de col

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