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Altanon a Feltre, mille metri quadrati in più: la superficie commerciale sale a cinquemila

Il complesso è in avanzato stato costruttivo, da via Monte Grappa il profilo della città storica è praticamente scomparso

FELTRE. E alla fine sono cinquemila. Tanti i metri quadrati di superficie commerciale concessi nel complesso dell’Altanon il cui cantiere prosegue a ritmo serrato.

Il doppio rispetto al limite di 2.500 metri posto come limite invalicabile dall’attuale maggioranza ancora durante l’ultima campagna elettorale, poi diventati 4.000 con l’accordo siglato tra Comune di Feltre e proprietà alla fine di novembre 2018, giusto una settimana prima che i tre ricorsi presentati dal gruppo Paterno fossero discussi nell’udienza davanti al Tribunale amministrativo regionale.

Per l’amministrazione comunale un accordo al ribasso, legato probabilmente al timore di un esito sfavorevole davanti ai giudici che avrebbe potuto provocare un colpo pesante alle casse comunali e che ha messo fine ad anni di guerra portata avanti a colpi di carte bollate. L’ultimo strappo è recentissimo e fa salire la superficie commerciale di altri mille metri quadrati.

Sembra che dal progetto sia scomparso lo spazio riservato al ristorante (già ridotto nel settembre 2017, quando era stato eliminato anche il centro benessere) mentre ci sarà spazio per un altro esercizio commerciale. Potrebbe essere un negozio di oggettistica e accessori di arredamento che già fa parte della galassia della proprietà. È solo un’ipotesi, al momento, ma poco cambia nella sostanza. Chissà cosa ne pensa l’Ascom, che già nel dicembre 2018 commentava con preoccupazione il primo innalzamento da 2.500 a 4.000 metri quadrati.

CHI C’è

Il negozio principale sarà certamente l’Eurobrico, marchio di proprietà del gruppo Paterno, che dell’Altanon è diventato il proprietario. Si parla poi di un supermercato della catena Aldi, di un negozio di profumeria, cosmetica e no food (probabilmente un altro marchio già noto ai consumatori), questo nuovo punto vendita di oggettistica e un bar che sarebbe già stato prenotato da un addetto del settore, già presente in città con altri locali. Altre trattative sono in corso e lo studio Piolo & Piolo che gestisce le trattative per conto della proprietà è pronta ad aggiornare l’elenco, anche se la clausola di riservatezza non permette di divulgare informazioni.

IL PROGETTO

L’intero edificio, che ormai si staglia nella sua interezza, misura 9.500 metri quadrati. Se 5.000 sono riservati al commercio, altri 1.000 sono destinati a uso direzionale, ovvero banche, assicurazioni e altre attività con enti e società che forniscono servizi). Infine, c’è una parte riservata ad attività artigianali. La parte preponderante dedicata al commercio è già stata spostata con una variante al progetto dal lato verso via Monte Grappa a quello che guarda la Coop.

E I CONI VISUALI?

Parole scomparse dal vocabolario feltrino da una decina d’anni, ma chi ha buona memoria ricorda l’alzata di scudi contro il primo progetto firmato dall’architetto Chipperfield. Era il 2006, la proprietà era un’altra, e si scatenò il finimondo. Cinquantamila metri cubi di costruzione che avrebbero oscurato la vista della città vecchia a chi fosse transitato in auto. Addio al biglietto da visita della città. Non se ne fece nulla. Poi ci provò il centrodestra con un progetto durante l’amministrazione Vaccari. Meno impattante, ma troppo carico di superfici destinate al commercio. Cominciò un fuoco incrociato e non si andò da nessuna parte.

Ebbene, dopo quindici anni il risultato estetico è più o meno lo stesso. Basta percorrere in auto via Montegrappa per rendersi conto che già adesso non si vede praticamente nulla del centro storico. E manca ancora il tetto verde, che non si sa se porterà via ulteriore spazio in altezza. Con tanti saluti ai coni visuali.

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