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Redditi, tanti pagamenti non tracciabili: «Spese mediche senza rimborso»

I referenti dei Caf di Cgil, Cisl e Acli evidenziano questo nuovo problema nelle denunce di quest’anno

BELLUNO. Nell’era del Covid diminuiscono le spese legate alla cura della persona. E molte persone si vedono negare il rimborso fiscale del 19% perché i pagamenti non sono stati fatti con bancomat o bonifico, cioè in modo tracciabile, come prevede la norma in vigore dal primo gennaio 2020. Sono questi alcuni degli elementi che emergono quest’anno dalle denunce dei redditi presentate dai contribuenti bellunesi con il modello 730.

nessun rimborso

Ad evidenziare questi problemi sono i referenti dei Caf provinciali. «Sappiamo di molti clienti che non hanno le fatture col pagamento tracciabile, perché non hanno conservato lo scontrino o non hanno pagato con bancomat o bonifico. Quella della tracciabilità dei pagamenti», precisa Claudio Zaccarin, a capo dei centri di assistenza fiscale della Cgil, «è una norma che il governo ha introdotto dal primo gennaio dell’anno scorso. All’inizio si pensava che sarebbe stata prorogata la sua entrata in vigore, invece non é stato così. Molte persone, non sapendo di questa novità, si sono presentate ai Caf senza gli scontrini dei pagamenti elettronici, per cui è impossibile per noi chiedere le detrazioni. Si parla di spese anche cospicue. Si pensi che un nostro cliente non ha potuto detrarre 5mila euro».

Zaccarin ricorda che le spese mediche che necessitano di essere pagate tramite sistema elettronico non sono quelle effettuate nelle strutture sanitarie pubbliche o convenzionate, ma in quelle private, come gli studi dentistici o fisioterapisti.

Stessa situazione anche al Caf Cisl. «Il problema principale quest’anno è proprio la non tracciabilità delle spese», spiega Antonio Miotto referente dei centri fiscali Cisl. «La gente arriva da noi con parte delle carte necessarie per chiedere la detrazione fiscale: si va dalle spese del dentista a quelle dell’abbonamento per l’attività sportiva dei figli. Una vera doccia fredda per loro, perché, lo ricordo, la detrazione è pari al 19%: significa che, se spendo 100 euro, me ne potevano rimborsare 19».

poche spese mediche e per la casa

Zaccarin evidenzia anche un altro aspetto preoccupante legato agli effetti della pandemia: la diminuzione delle spese mediche. «Abbiamo notato una diminuzione delle voci portate a detrazione legate alla cura della persona. Soprattutto in una provincia come la nostra dove la popolazione invecchia sempre di più, queste voci fino al 2019 erano molto cospicue. Quest’anno, invece, abbiamo visto un calo importante».

«In effetti», conferma anche Tomaso Zampieri, a capo del Caf Acli di Belluno, «stiamo vedendo nei nostri uffici meno scontrini riferiti a visite private ed esami ospedalieri. Tutta questa parte legata alla salute e ai controlli è rimasta ferma. Resta aperto il problema della tracciabilità dei pagamenti, che fa perdere una buona fetta di rimborsi».

Diminuite anche le spese relative alla casa. «Forse la gente è più attenta a come spende i propri soldi: la pandemia ha portato a una maggiore propensione al risparmio. O forse molte imprese edili lo scorso anno sono rimaste ferme a lungo proprio per il Coronavirus», evidenzia ancora Zampieri, che poi sottolinea anche un cambio di atteggiamento tra i contribuenti. «Troviamo sempre più persone preoccupate e agitate quando vengono nei nostri uffici. Notiamo anche una maggiore insicurezza».

La stessa cosa è stata rilevata dagli altri centri di assistenza fiscale. «La gente è provata psicologicamente», conferma Zaccarin, «persone che venivano da noi da anni, si sono trovate ad aver portato solo una parte della documentazione necessaria, dimenticando il, resto. Vediamo persone disorientate e nervose, segno che la pandemia ha colpito sul piano psicologico».

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