Esequie private per l’ex primario Flavio Devetag

Paolo Bampo ricorda l’impegno comune  «Assieme da Cossiga per dargli la tessera» 

l’addio

Sarà una cerimonia strettamente privata quella con cui, a metà agosto a Trieste, verrà dato l’ultimo saluto all’ex primario di Neurologia del Santa Maria del Prato Flavio Devetag Chalaupka, morto domenica all’ospedale di Cattinara.


Il medico ed ex parlamentare aveva lasciato disposizione alla moglie Paola de Michelini di essere cremato e di deporre le ceneri al cimitero della cittadina nei pressi di Trieste dove risiedeva attualmente. La cerimonia funebre sarà per la metà di agosto quando la famiglia potrà riavere l’urna cineraria.

A Feltre dove Devetag si è distinto in tanti settori a partire da quello medico-scientifico a favore del Santa Maria del Prato, non sono previste commemorazioni pubbliche, nel rispetto di ciò che lo stesso medico avrebbe voluto.

Intanto però sono tante a Feltre e nel Bellunese le voci che si sono alzate per ricordare Devetag e il suo multiforme impegno professionale, sociale e politico.

«Ha portato la sua esperienza di medico nella politica», lo ricorda Paolo Bampo, che da segretario della Lega Nord bellunese decise di candidare Devetag alla Camera nella primavera del 1994 e che condivise con lui, oltre all’esperienza a Montecitorio, anche quella nel Pab, il movimento Provincia autonoma Belluno.

«Era una bella persona, una persona limpida sotto tutti i punti di vista», lo ricorda Bampo, «stimato in tutto l’ambito medico, colto e con interessi in vari settori».

«In certi ambiti ai miei tempi si faceva fatica a ricevere consensi», ricorda Bampo, «e anche in questo Flavio è stato precursore».

Bampo e Devetag presero poi strade diverse ma l’ex segretario del Carroccio bellunese, ormai da anni fuori dalla politica, conserva ricordi indelebili dell’impegno condiviso con il medico feltrino di origine goriziana.

«Quando abbiamo fondato il Pab, assieme a Donato Manfroi e a Devetag sono andato in Alto Adige dove si trovaa in ferie l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Era il 2004. Siamo andati su perché Cossiga, oltre che ex presidente, aveva simpatie autonomiste, tanto che aveva sempre espresso simpatia per le spinte in questa direzione. Noi tre gli offrimmo, e lui accettò con grande favore, la tessera numero uno del Pab. Restammo con Cossiga due o tre ore, fu un incontro pregnante sotto molti aspetti. E Flavio, durante tutto il viaggio di ritorno, non fece altro che sottolinearne le caratteristiche umane e politiche». —

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