Contenuto riservato agli abbonati

I sindaci all’Ulss 1: «Al lavoro per ripensare la nostra sanità»

Massaro e Perenzin in vista dell’incontro col nuovo direttore dei servizi sociali. «Dovremo potenziare i servizi sul territorio mettendoli in rete con l’ospedale»

BELLUNO. Intercettare le risorse del Pnrr per rafforzare l’offerta dei servizi sociali sul territorio, puntando all’integrazione tra ospedale e territorio. Ma anche rivedere il numero delle impegnative delle case di riposo, risolvere la grave carenza di personale nelle strutture per anziani e affrontare l’aumento delle dipendenze tra i giovani e gli effetti psicologici del Covid tra le persone.

Sono questi alcuni dei tanti temi che i sindaci della provincia di Belluno dovranno trattare e risolvere insieme al nuovo direttore dei servizi sociali dell’Ulss 1 Dolomiti, Giampaolo Pecere, che incontreranno come conferenza tra qualche giorno.

«I temi sono tanti», precisa il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, «a cominciare dalla necessità di consolidare e recuperare un rapporto stretto tra territorio e Ulss, cosa che negli ultimi anni si è un po’ perso. Bisogna iniziare a ragionare su un nuovo modello di sanità che si intrecci con il sociale. L’emergenza Covid ha evidenziato che strutture come le case di riposo, che un tempo erano di pertinenza dell’ambito sociale, per la complessità delle condizioni di salute delle persone che vengono ospitate, sono diventate un luogo più afferente alla sanità». Massaro definisce insostenibile la situazione che si è creata in queste strutture: «La carenza di personale rischia di incidere sulla quantità e la qualità dei servizi erogati». E rimanendo sulla questione dipendenti aggiunge: «La società dopo il Covid ha intrapreso un’evoluzione che va seguita, accompagnata mettendo in campo gli strumenti necessari per questo. Il nodo centrale sarà cercare di conciliare i tempi di vita con i tempi di lavoro del personale sanitario: l’organizzazione del lavoro deve cambiare».

Occhio anche alle nuove generazioni: «Bisognerà far fronte all’incremento delle dipendenze tra i giovani e non solo, tra cui spicca il gioco d’azzardo».

Ma sul tavolo c’è anche la stesura del nuovo Piano di zona triennale. «Ad oggi stiamo andando avanti», precisa Paolo Perenzin, a capo del comitato esecutivo del Feltrino, «con la proroga di quello scaduto che durerà fino al febbraio 2022. Ma vanno gettate le basi per la sua riformulazione in base ai nuovi bisogni e alle emergenze di questo territorio», precisa il sindaco di Feltre. «Dovremo affrontare una sfida importante che è quello di potenziare i servizi sul territorio, senza però slegarli dal contesto ospedaliero».

Perenzin pensa alla presa in carico delle cronicità: «Sarà necessario riorganizzare l’assistenza e la cura territoriale a partire dai medici di famiglia, passando anche per la telemedicina. C’è tanto lavoro da fare, il nuovo direttore dei servizi sociali ci ha assicurato che metterà a nostra disposizione la sua grande esperienza nel campo».

Ma la preoccupazione di Perenzin è concentrata anche nel fare squadra. «Dovremo imparare ancora di più a stare dalla stessa parte della barricata. Ci attende un periodo molto difficile, vista anche la carenza di personale medico e infermieristico. Dovremo lavorare fianco a fianco per rendere attrattiva la nostra provincia, puntando sui pregi del lavorare in montagna. Dovremo iniziare a toglierci dalla testa il modello dell’ospedale generalista. Servono strutture sempre più specializzate, che garantiscano, nella parte alta della provincia, l’intervento di urgenza-emergenza: questo è un elemento imprescindibile».

Video del giorno

Maltempo nel Comasco, torrente esonda a Cernobbio e travolge auto: motociclista in fuga dall'ondata

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi