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Tra ratti e zanzare nella piccola giungla di Belluno. L’angolo indecoroso dell’ex area Bardin

Massaro: «Vedremo di ripulirla, anche se è privata». Bristot: «Ci stiamo abituando al brutto, va sistemata»

BELLUNO. Una giungla alle porte della città. L’area ex Bardin, come ogni estate, torna sotto i riflettori per il grave stato di degrado nel quale versa, tra capannoni abbandonati, acquitrini, edifici solo abbozzati e vegetazione cresciuta senza controllo, che ne fanno un habitat perfetto per ratti e zanzare.

L’area, privata, ha richiesto negli anni alcuni interventi di manutenzione da parte del Comune e dei suoi volontari per mettere un freno al continuo peggioramento della sua situazione e, anche quest’anno, si spera di poter organizzare una pulizia generale: «Lo abbiamo fatto in passato e, se sarà possibile, cercheremo di farlo anche quest’anno, anche se sappiamo che non sarebbe assolutamente di nostra competenza», spiega il sindaco, Jacopo Massaro, «si tratta di un intervento impegnativo, che ci costringe a impiegare molte persone, distogliendole in questo modo dal già pressante calendario di interventi in programma. Ripeto, non spetterebbe a noi, ma cerchiamo di farlo per rispetto dei cittadini che abitano in quella zona».

Per quanto riguarda la tanto rincorsa vendita dell’area, invece, ancora tutto tace, nel senso che sia l’amministrazione che i cittadini sono in attesa di sapere quando ci si riproverà con una nuova asta: «Al momento non ho novità su questo punto», continua Massaro, «so che in passato era stata fatta un’asta che tentava di vendere in blocco tutta una serie di proprietà, compresa l’area ex Bardin, ma che era andata deserta. Pare che ora abbiano trovato il modo di “spacchettare” i vari beni, battendoli all’asta singolarmente; operazione che dovrebbe avvenire a breve. Se questo sarà possibile so che c’era qualcuno di interessato all’acquisto e che in più occasioni mi aveva ribadito questa volontà. Quindi si attende solo che il tribunale fallimentare sblocchi la situazione».

L’OPPOSIZIONE

A essere intervenuto più volte sulla questione è il consigliere Fabio Rufus Bristot: «Dal sindaco sono arrivate regolarmente rassicurazioni sul fatto che si fosse vicini a una definitiva risoluzione del problema, ma nel frattempo sono passati gli anni e la situazione è sempre la stessa», commenta, «è chiaro che, essendo una proprietà privata, la responsabilità non è del Comune, però come è stato possibile pulire l’area in passato, con le giuste ordinanze si deve poter arrivare ad evitare uno scempio simile alle porte della città. Ricordo inoltre che l’ultima pulizia è stata realizzata nel 2018».

È lo stesso Rufus a invocare una rigenerazione urbana che parta dal ridonare decoro a quest’area come ad altre dimenticate in città: «Ci sono pantegane e zanzare che prosperano, tanto che sia il supermercato che il panificio si sono più volte lamentati di quello che devono vivere quotidianamente. A questo uniamo lo spettacolo indecoroso che si presenta a un turista, ma anche un bellunese, che arriva in città da via Monte Grappa, trovandosi davanti alberi non tagliati, cartelli stradali illeggibili e, come in molte altre parti della città, una rotonda ancora provvisoria dopo anni e anni. Queste sono le priorità se vogliamo ridare lustro a Belluno; perché ci si sta abituando al brutto e questo non è accettabile, soprattutto in una realtà che vuole rilanciare il proprio turismo».

La commerciante

La situazione è particolarmente fastidiosa per i residenti e per le attività commerciali della zona: «La situazione è sempre la stessa da anni, ogni tanto per fortuna qualcuno pulisce, ma la sostanza non cambia mai», commentano sconsolati dal Panificio De Paris che si trova in via Lungardo e che affaccia proprio davanti alla sventurata area degradata.

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