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Un lungo applauso e un abbraccio alla famiglia, in cinquecento a Sedico per salutare Davide

I funerali del ragazzo morto in casa dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso. Il parroco Gabrielli: “Se ci prenderemo cura degli altri, rivedremo Davide che accompagna nella crescita il fratello Nicola”.

SEDICO. Gli occhi lucidi, le lacrime che segnano il viso di giovani ed adulti, morsi da quella spiacevole sensazione di non sapere se in certi momenti prevale il dolore o l’incredulità. O forse in fondo importa sino lì saperlo, perché quando a soli 18 anni se ne va un figlio, un fratello, un compagno di scuola o di squadra, un amico, un conoscente, è difficile dare un senso logico ai pensieri che opprimono la mente. Ma ad accompagnare lo straziante ultimo saluto di Davide Bristot per fortuna non c’è stato spazio solo per la disperazione, comunque impossibile da cancellare. Così quel lungo applauso, tributato al termine della cerimonia, voleva e vorrà per sempre essere il grande ed infinito ciao che ieri pomeriggio l’intero Palaricolt di Sedico ha tributato a questo giovane. E anche una sorta di abbraccio virtuale mandato a mamma Barbara, a papà Paolo, ai fratelli Alessandro e Nicola. Ne avranno bisogno, così come in fondo chiunque fosse legato a Davide avrà bisogno di cogliere l’energia di quell’applauso per farsi forza ed andare avanti. Anche se da quella maledetta mattina di una settimana fa, nulla può essere più come prima.

COLORI E COMPOSTEZZA. Di solito nei palazzetti sportivi si gioca, ci si diverte, si vince o si perde ma comunque si trascorrono ore di spensieratezza. Ieri invece no. Ieri il grande impianto casa delle società sedicensi era il luogo adibito ad ospitare un funerale a cui nessuno avrebbe mai immaginato di dover partecipare. Questione di distanziamento anti Covid, considerati i posti decisamente maggiori rispetto alla chiesa parrocchiale, ma è forse più significativo pensare che uno sportivo come Davide andava salutato nella casa dello sport. Ad accompagnare il 18enne amante della pallavolo e dell’atletica almeno cinquecento persone, distanziate tra loro nei capienti spalti e lungo tutto il perimetro del parquet grazie all’encomiabile lavoro della Protezione Civile, della Polizia Locale e altri volontari. Tanti i giovani e giovanissimi presenti, segnati da un qualcosa che non si dovrebbe mai provare nel pieno dell’adolescenza. Davide era uno di loro. Era uno della pallavolo, ed ecco presenti compagni di squadra del passato, dirigenti ed allenatori, in rappresentanza di fatto di tutte le società provinciali. Era uno dell’atletica, e quelle maglie della Firex Belluno si notavano eccome. Era un compagno di classe, salutato con un apposito messaggio dagli amici a cui mancherà moltissimo quando a settembre vedranno il suo banco vuoto.

MAMMA, PAPÀ, ALESSANDRO, NICOLA. Denso di significato il momento in cui mamma Barbara e papà Paolo hanno scelto di sedersi uno alla sinistra ed uno alla destra dei loro figli Alessandro e Nicola. Una sorta di abbraccio protettivo nei confronti di questi due ragazzi pronti a spaccare il mondo con il loro entusiasmo giovanile, ma ora fragili e incapaci di accettare la perdita del loro fratellone. Però a volte sono proprio i figli a darti la forza per reagire. E così è stato quando papà Paolo si è seduto sulla panchina e il figlio Alessandro, giovane promessa della pallavolo italiana, lo ha abbracciato. In quel momento nessuno è più riuscito a trattenere le lacrime al palazzetto, mentre in sottofondo suonava il gruppo Al Tei di cui una dei componenti, Pina Sabatini, era stata insegnante di chitarra di Davide all'indirizzo musicale di Sedico.

“Da parte mia vorrei farvi un augurio”, ha detto don Sandro Gabrielli, parroco di Sedico, rivolgendosi ai genitori e non solo. “Se uscendo da qui sapremo contenti, soddisfatti e felici, rivedremo negli altri lo sguardo sorridente Davide. Se sapremo gioire dei successi degli altri, rivedremo Davide entusiasta del fratello Alessandro. “Tanta roba”, come amava dire lui. Se ci prenderemo cura degli altri, rivedremo Davide che accompagna nella crescita il fratello Nicola”.

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