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Ferie e riorganizzazione negli ospedali bellunesi per i no vax. Reparti accorpati, degenti in trasferta

Gli interventi e i ricoveri di Urologia spostati da Belluno a Feltre. A Santa Maria del Prato insieme Neurologia e Pneumologia

BELLUNO. Riorganizzazioni in atto negli ospedali provinciali che derivano sia dalla carenza di personale, sia dalla necessità di far fare le ferie ai dipendenti, ma potrebbero essere anche dei banchi di prova in vista di una riorganizzazione più massiccia per sopperire alle sospensioni dei lavoratori no vax.

All’ospedale di Feltre

Da ieri, all’ospedale di Feltre, per ottimizzare le attività di assistenza, a parità di posti letto, le degenze di Neurologia e Pneumologia sono state trasferite al 6° piano del Padiglione Dalla Palma. Le due unità operative manterranno i rispettivi posti letto attuali (10 di Neurologia e 20 di Pneumologia). Sono stati riattivati 8 posti letto di Ortopedia al 2° piano del Padiglione Dalla Palma nell’area della week surgery, degenze che saranno operative anche nel fine settimana. Sarà garantita la pronta disponibilità di un ortopedico.

All’Ospedale di Belluno

Trasformazioni in vista per l’Urologia. L’attività chirurgica programmata che richiede una degenza viene temporaneamente sospesa. Le urgenze saranno trasferite all’ospedale di Feltre, durante il giorno previa consulenza urologica a Belluno. All’ospedale di Belluno vengono garantite le attività ambulatoriali e le consulenze 7 giorni su 7. «La temporanea sospensione si è resa necessaria per la carenza di personale e una assenza per malattia che riguarda specialisti in Urologia. L’azienda, oltre alla convenzione con l’Ulss Euganea, continua a perseguire tutte le strade possibili per reperire personale», avverte l’azienda sanitaria.

In realtà, «in Urologia ci dovrebbero essere almeno 5 medici visti i 10 posti letto, ma attualmente sono rimasti in due», sottolinea il referente dell’Anaao, Luca Barutta. «Questo è il risultato del fatto che il personale è ormai ridotto all’osso. Ricordo che anche a Feltre successe una cosa del genere qualche tempo fa e l’Urologia di Belluno si fece carico dei pazienti. Ora c’è stato uno scambio di favori».

La Fp Cisl

Ma la Fp Cisl col suo nuovo segretario Mario De Boni guarda con preoccupazione a queste riorganizzazioni. «L’Ulss ci presenti un piano in base al personale che sarà sospeso perchè non vaccinato. Infatti, se queste sono le prime avvisaglie di quello che succede per la carenza “normale” di personale, cosa succederà quando oltre 200 dipendenti saranno sospesi?Non possiamo pensare», dice ancora De Boni, «di chiedere a chi resta ulteriori ore di straordinario, non possiamo pensare che vengano chiusi dei reparti come sta accadendo ora», ribadisce De Boni che oggi incontrerà la direzione strategica.

«All’ordine del giorno del confronto», precisa, «ci sono le questioni economiche del comparto: temi importanti, ma lo è di più capire come l’Ulss intende far fronte alla sospensione del personale non vaccinato. Credo», sottolinea il sindacalista, «che prima del recupero delle visite sospese durante la pandemia e per cui ad oggi Palazzo Balbi non ha messo risorse aggiuntive, sia fondamentale capire come saranno riorganizzati i servizi, visto che siamo in tempo di ferie, che molti dipendenti saranno lasciati a casa perchè non immunizzati» E poi conclude evidenziando che queste modifiche sono state comunicati un giorno prima che avvenissero. «I lavoratori hanno anche delle famiglie e devono poter organizzare le loro vite, visto che non siamo in emergenza. I piani di riorganizzazione l’azienda sanitaria deve farli per tempo».

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