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Val Maggiore, paradiso del canyoning: «È un gioiello, dobbiamo promuoverla»

Tanti appassionati, ma mancano i bellunesi. La guiida Ballerin: «Scivoli e tuffi spettacolari, arrivano anche dall’estero»

TEMPO LIBERO. Una carta da giocare in chiave turistica. Gli appassionati di torrentismo, da tutta Italia e non solo, hanno puntato gli occhi già da qualche anno sulla Val Maggiore. Il sindaco Vendramini, consapevole delle potenzialità della zona, sta pensando il da farsi per promuovere sempre più l’area.

Natura da urlo

I torrenti con i loro salti e lo scenario naturale che si trova chi decide di fare un’escursione tra Roncan e La Secca sono magnifici. Ne sanno qualcosa gli appassionati di canyoning, che definiscono quella pontalpina come una delle mete più “divertenti” in Italia. Numerose le visite degli sportivi, anche se il luogo è quasi sconosciuto a livello locale.

Uno sport di nicchia

Gli esperti del settore confermano la qualità della val Maggiore. «Si tratta di uno dei percorsi più richiesti del nord Italia», spiega il feltrino Thomas Ballerin, della scuola di guide alpine Dolomiti Guides, «questo per via della sua conformazione che piace agli appassionati: ci sono tante scivoli e tuffi di livello facile che si dipanano per un tratto che dura anche delle ore. Il paradosso è che quella vallata e le sue opportunità è più conosciuta fuori provincia che nel bellunese. Gli stranieri la amano, abbiamo avuto in particolare francesi e olandesi e anche tedeschi e americani. Questi turisti, potendo scegliere tra varie opzioni in Italia ci chiedono espressamente di fare un’esperienza qui per via della fama della valle». «Il canyoning è uno sport di nicchia ma che ha un suo giro di appassionati», continua la guida, «credo che un centinaio di persone all’anno venga nel Pontalpino con la nostra organizzazione o con altri. Questo percorso è unico perché è aperto a tutte le esigenze: si può fare con famiglie e bambini e anche adulti con differenti lunghezze». Serve l’attrezzatura: «C’è bisogno di una tuta da sub, calzari e casco, ma consiglio a tutti di chiedere di essere accompagnati dai tecnici. Le guide sono attrezzate per ogni evenienza, per esempio se dovesse piovere durante il tragitto l’acqua passa da un livello basso ad alto in poco tempo e bisogna essere preparati».

L’interesse del sindaco

«Nel nostro territorio abbiamo un gioiellino per gli appassionati del canyoning», sottolinea il sindaco Vendramini, «ogni domenica arrivano persone da tutta Italia e, in particolare in era prima del Covid, anche tanti stranieri, che chiedono appositamente di organizzare dei tour in questa località. Si tratta di un percorso naturale di grande pregio che si presta ottimamente per questo sport. Vorremmo quindi promuovere maggiormente questa attività, che è uno dei tasselli di valore del nostro territorio». A breve il Comune dovrebbe incontrare i responsabili delle associazioni che si occupano di canyoning: «Ci sono tante zone nel Bellunese che si prestano a questa disciplina. Sarebbe importante riuscire a metterle in rete e a promuoverle in campo internazionale. Noi ci siamo».

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