Mostra di Tiziano: la maggioranza fa quadrato ma è allo stremo

I capigruppo: «Scelta condivisa e di responsabilità». Sullo sfondo la richiesta al sindaco di essere più presente

BELLUNO. Per qualcuno è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per altri è una scelta condivisa e di responsabilità. Ma per tutti c’è un gran bisogno di ferie. Il congelamento della mostra su Tiziano ha portato un nuovo elemento di delusione tra alcuni membri della maggioranza che sostiene il sindaco Jacopo Massaro, che oltre a guardarsi dagli attacchi, scontati, dell’opposizione, deve fare i conti anche con la pesante presa di posizione della presidente della Fondazione teatri delle Dolomiti, Tiziana Pagani Cesa.

il gelo sulla fondazione

Ufficialmente si è deciso di non replicare alle parole della neo presidente, nominata al vertice della Fondazione dallo stesso sindaco, nel tentativo di non alimentare un certo clima di sfaldamento sempre più visibile fuori dalle mura di Palazzo Rosso. Ma sul fatto che Pagani Cesa abbia quantomeno peccato di inesperienza sono tutti d’accordo. «La presidente, su mandato del sindaco, amministra due contenitori strategici del Comune con i soldi del Comune», ricordano dalla maggioranza, sottolineando lo stupore per le sue critiche verso le strategie dell’amministrazione comunale.

UnA SCELTA CONDIVISA

In realtà la decisione di posticipare la mostra è stata presa durante una riunione alla quale erano presenti, insieme al sindaco e all’assessore alla cultura Marco Perale, anche il presidente del consiglio comunale Francesco Rasera Berna e i tre capigruppo di maggioranza. «Abbiamo fatto un gesto di responsabilità», assicura Massimo De Pellegrin (Insieme per Belluno - Città futura). «Il Covid può sembrare una scusante, ma lo è davvero e anche i partner istituzionali che dovevano sostenere la mostra hanno manifestato seri dubbi sull’opportunità di investire tutti quei soldi in un progetto ad alto rischio. Il Comune aveva già stanziato circa 400 mila euro, parte dei quali verranno comunque investiti per adeguare gli spazi espositivi, ma gli altri 800 mila non erano per niente sicuri. Ci siamo chiesti: e se poi quei soldi non arrivano? E se arrivano ma non ci fanno aprire la mostra? È facile criticare quando sei all’opposizione, ma vorrei sapere se loro si sarebbero fidati e avrebbero organizzato la mostra come se nulla fosse. Il punto», conclude Maci De Pellegrin, «è che nessuno degli enti che dovevano darci una mano ha messo nero su bianco il suo impegno ed eravamo troppo vicini al punto di non ritorno per tergiversare ancora. Siamo stati tutti d’accordo sulla necessità di congelare la mostra».

Walter Cibien, capogruppo di In movimento, conferma e aggiunge: «La vera fonte di frustrazione è data da questo stato di incertezza. L’andamento della pandemia, le minori entrate dallo Stato e l’essere a fine mandato complica ogni programmazione. Bisogna stare molto attenti a non fare scelte sbagliate, anche se il rammarico c’è perché saremmo stati tutti molto felici di organizzare questa mostra. Lo stato d’animo della maggioranza, però», assicura Cibien, «è alto. Vogliamo andare avanti adesso e anche dopo».

c’è BISOGNO DI FERIE

«Se avessimo organizzato la mostra, nonostante il rischio oggettivo che grava sui prossimi mesi, ci avrebbero dato degli irresponsabili», aggiunge il capogruppo di BellunoD+, Giangiacomo Nicolini. «Il punto è che se fai ti criticano, se non fai ti criticano e per me che sono il meno politico di tutti è faticoso da accettare. Affermare che questo stia spaccando la maggioranza è sbagliato, non ci sono fratture, ma solo una trentina di persone che hanno punti di unione e visioni diverse su altre cose. L’obiettivo è portare a termine il più possibile. Il futuro è tutto da costruire, ma ora c’è bisogno di far decantare, andare in ferie e poi ritornare con lo slancio necessario».

riNFORZARE GLI ORMEGGI

Un clima generale di demotivazione, tuttavia, è innegabile all’interno della maggioranza, che guarda al sindaco Massaro come l’unico che possa dare una spinta affinché il mandato non si chiuda per inerzia. Più condivisione e coinvolgimento dei consiglieri, ma anche maggiore presenza sono le richieste che vengono rivolte al primo cittadino.

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