Tornano a vivere i murazzi di Longarone In dirittura il concorso per il progetto

Una mostra dedicata al dramma dei profughi segna il ritorno delle iniziative nell’area sopravvissuta al Vajont 

il recupero



L’amministrazione comunale vuole rilanciare l’area dei murazzi, gli antichi terrazzamenti situati nella parte alta del paese che si sono salvati dal Vajont.

In questi giorni è iniziato il primo evento sul posto che vuole essere il tassello iniziale della ripresa della fruizione dell’area. Un’area che nel prossimo futuro sarà coinvolta anche dal progetto di riqualificazione urbanistica legato alle vicine scuole Lauro.

È stata infatti inaugurata la mostra fotografica “Reportage dal confine greco macedone” a cura della regista Roberta Biagiarelli con le fotografie di Luigi Ottani che sono state installate all’interno di tende da campo sul prato superiore dei murazzi.

Questa tende richiamano l’idea di un campo profughi e sono liberamente visitatili dal pubblico. L’accesso all’esposizione sarà possibile fino alla metà di settembre. Chi desiderasse vedere la mostra può semplicemente entrare nell’area dei murazzi da un ingresso situato poco prima dell’asilo Lauro.

«Questa vuole essere una mostra di comunità», spiega il consigliere comunale con delega alla cultura Anna Olivier, «una delle prime iniziative che spingerà la popolazione a scoprire e riscoprire luoghi della propria tradizione e sui quali faremo una serie di eventi culturali, puntando anche sull’anfiteatro della chiesa di Longarone e sul giardino sul retro del municipio con la statua di Atena».

La riscoperta dei luoghi più rappresentativi di Longarone parte quindi dai murazzi, che furono iniziati verso la fine del 1500 e terminati nel 1800. Servivano per creare spazi di coltivazioni e consolidare le difese dalle frane.

«Erano anni che i murazzi non erano usati per eventi pubblici», sottolinea Anna Olivier, «dagli anni Novanta con le feste della scuola. Ma ora stanno rinascendo anche grazie al successo del progetto degli orti sociali comunali nella parte bassa, che negli ultimi anni sono diventati sempre più apprezzati».

Intanto è nelle fasi finali il concorso di progettazione che punta a risistemare la zona dei murazzi e la scuola materna Lauro. Sono state selezionate le tre idee progettuali finaliste tra quelle inviate da diversi candidati da tutta Italia.

La commissione giudicatrice, composta da esperti selezionati dalla Fondazione Architettura Belluno, dovrà quindi scegliere questa estate il progetto vincitore che avrà l’obiettivo, con un finanziamento di circa 2 milioni di euro, di dare un nuovo volto a due luoghi molto legati alla storia di Longarone prima e dopo il Vajont: i murazzi, in quanto una delle poche opere sopravvissute alla tragedia, e l’asilo Lauro che è stato costituito negli anni Settanta con le donazioni dell’armatore napoletano Achille Lauro e dedicato alla moglie Angelina. —



Video del giorno

Torino, i cinghiali in città rovesciano i cassonetti in cerca di cibo

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi