Berton, rabbia e delusione «Siamo cittadini di serie B Bisogna alzare la voce»

COMELICO SUPERIORE

«Quella della Corte Costituzionale è una condanna a morte». È perentoria Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, dopo che la Corte Costituzionale – bocciando il ricorso della Regione – ha sancito la validità dei vincoli della Soprintendenza su Auronzo e Comelico, affermando che la dichiarazione di interesse paesaggistico è di competenza statale.


«Non lo possiamo accettare perché c’è di mezzo il futuro di un’intera generazione. Chiedo alle istituzioni bellunesi di muoversi con una sola voce e ai ministri, che provengono da queste terre, di trovare tutte le soluzioni utili a risolvere la questione una volta per tutte, anche dal punto di vista normativo. Non si può e non si deve restare in silenzio. Spero in un intervento della stessa prefettura: è una questione di importanza vitale. Così facendo, la Corte Costituzionale dice che noi montanari siamo cittadini di serie B, che non abbiamo gli stessi diritti di chi vive o fa impresa in pianura e in città».

Berton, dunque, esprime tutta la sua delusione – mista a rabbia – senza attendere l’esito del Tar rispetto ad un ricorso quasi analogo dei sindaci, della Provincia e della stessa Regione. Sembra dare quasi per scontato anche questo risultato.

«In uno Stato di diritto le sentenze si rispettano, ma qui siamo davanti a un principio che, nella pratica, è esiziale per un intero territorio. Siamo oltre l’irragionevolezza. Da presidente degli industriali e da comeliana orgogliosa delle mie origini non ci sto. Chi vive la montagna e in montagna conosce, oggi più che mai, il valore dell’ambiente e della sostenibilità. Imporre nuovi vincoli a territori già ampiamente tutelati è accanimento, significa considerare un’intera area come una riserva indiana, dove si limita la stessa libertà d’impresa, sancita dalla Costituzione all’articolo 41. Chi vive in montagna, e già sconta numerose difficoltà, dovrebbe avere una vita maggiormente semplificata, anche dal punto di vista amministrativo. Questa sì sarebbe l’attuazione del principio di uguaglianza sostanziale, dove tutti i cittadini e le imprese sono messi nelle stesse condizioni di partenza». —



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