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Il Cadore e il bob, una tradizione perduta: una serata dedicata a Frassinelli

Martedì Pieve rievoca il titolo iridato di Lake Placid e l’argento olimpico di Sapporo dell’ultimo dei campionissimi locali

IL PERSONAGGIO

Il bob, un pezzo di storia del Cadore. Pionieri di uno sport che ha regalato tanti successi. L’ultimo erede di una dinastia vincente è Adriano Frassinelli che il 17 febbraio 1969, in coppia con il compianto Nevio De Zordo, vinceva il titolo mondiale a Lake Placid. Gli stessi, tre anni dopo, si fermarono all’argento olimpico a Sapporo. Mezzo secolo di storia, non solo sportiva, che verrà ripercorso martedì alle 20.30 a Pieve (sala CosMo) in un incontro organizzato dal Comune in collaborazione con il bob club, con il gruppo rocciatori Ragni e con la partecipazione della sezione del Cai. Nell’occasione lo storico cadorino Giovanni De Donà incontrerà Adriano Frassinelli. Nato a Pieve e residente a Vigo, classe 1943, Adriano Frassinelli è l’ultimo superstite del team azzurro composto da Nevio De Zordo, Corrado Dal Fabbro e Giorgio Bonichon, tutti scomparsi recentemente, che nel 1972 conquistò un argento olimpico a Sapporo.

Titolo mondiale: quali i ricordi più nitidi di quel tempo?

«Le pagine dei giornali nazionali del giorno dopo», racconta Frassinelli, «hanno suonato le campane per i due bobbisti mondiali; poi il telegramma di Saragat e quel paragone importante con Eugenio Monti. Fu il coronamento di un sogno, il punto più alto di un percorso iniziato e continuato in Cadore dove erano nati una scuola, un metodo, una mentalità».

Equipaggi preparati in maniera minuziosa, quasi chirurgica...

«La pista era velocissima», ricorda Adriano, «era lunga 1500 metri. L’inizio fu difficoltoso, poi le cose sono decisamente migliorate con il susseguirsi delle manche fino alla terza, quella decisiva. Superammo gli americani conquistando il primo posto, dietro di noi la squadra romena mentre al terzo posto si piazzò un altro team italiano, quello composto da Gaspari e Armano. Io ero il frenatore, stabilimmo anche il nuovo record della pista in quell’occasione».

I racconti di quel tempo parlano di entusiasmo dilagante in tutto in Cadore. Premio per anni di sacrifici e di costanza, portati avanti in prima linea dal bob club di Pieve. Adriano Frassinelli è nato a Pieve ma le sue origini sono in laguna. Suo padre infatti era originario di Spinea.

«Ho iniziato a lavorare come commesso di una macelleria. Prima a Jesolo, sono stato anche in Germania prima di arrivare ad Auronzo. Quando mi sono trasferito in maniera definitiva a Laggio ho iniziato a lavorare nella macelleria di Ignazio Pedevilla. Il mio primo sport è stato il paracadutismo. Ho iniziato a gareggiare come brek nel bob club di Valle prima di passare a Pieve nell’equipaggio di Da Rin».

La vittoria mondiale fu anticipata un episodio quantomeno curioso...

«Fui inserito nel team con De Zordo solo all’ultimo momento», ricorda, «il titolare, De Martin Pinter, fu vittima di un banale incidente. Cadde dalle scale in casa e dovette rinunciare al mondiale».

Cosa c’era scritto nel telegramma di Saragat?

«La brillante affermazione da voi ottenuta gareggiando contro valorosi avversari del bob a due che vi ha qualificati campioni del mondo è motivo di grande soddisfazione per gli italiani», rivelato Frassinelli, «a nome loro e mio personale desidero farvi giungere le più vive felicitazioni e i migliori auguri».gianluca de rosa

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