Sacerdote ladino per Fodom I frati minori lasciano Caprile

LIVINALLONGO

Quando il vescovo, Renato Marangoni, ha proposto a don Andrea Constantini di lasciare Belluno per Livinallongo e le comunità Fodom, il sacerdote ha risposto subito con entusiasmo. «Un sacerdote ladino tra i ladini? È il massimo che ci potevamo aspettare. Grazie vescovo Renato» è, infatti, la prima reazione del sindaco leandro Grones.


Nato a Cortina D’Ampezzo, nel 1971, ordinato sacerdote il 23 maggio 1998, don Andrea ha prestato servizio pastorale come parroco a Vigo di Cadore (dopo un periodo iniziale come cappellano), Falcade, nelle comunità del Comelico. E dal 2017 a Cavarzano e Sargnano. A Livinallongo ed Arabba sostituisce don Dario Fontana, che ha raggiunto i 77 anni d’età. Ma alle parrocchie di Alleghe, Arabba, Caprile, Colle Santa Lucia, Laste, Pescul, Rocca Pietore, Pieve di Livinallongo, Santa Maria delle Grazie, Selva di Cadore, il vescovo ha comunicato con una lettera un’autentica rivoluzione organizzativa, con importanti novità. Don Francesco Di Stefano, che ha già annunciato la destinazione a un nuovo servizio diocesano, lascia la parrocchia di Alleghe; la partenza di padre Pietro Viscolani o.f.m., segna la fine del servizio dei frati minori nelle parrocchie di Caprile e di Santa Maria delle Grazie. In queste comunità subentrano don Franco Decima e don Dario Fontana, rispettivamente come parroco e come vicario parrocchiale, mentre don Franco mantiene la cura di Rocca Pietore.

Continua per don Renato Tasso il servizio di amministratore parrocchiale di Colle Santa Lucia, Selva di Cadore e Pescul; così anche padre Romeo Simonetti continua il suo servizio a Laste. La collaborazione tra tutte queste parrocchie sarà sostenuta, oltre che dal ministero dei presbiteri sopra ricordati, dal servizio pastorale che già prestano le Discepole del Vangelo presenti nella curazia di San Giovanni, presso Arabba.

«Vi raggiungo in confidenza e affetto – scrive il vescovo Marangoni ai fedeli - per comunicarvi alcune novità a riguardo del servizio pastorale che i nostri preti svolgono in queste comunità». Nel suo scritto, il Vescovo invita ad andare «oltre il naturale avvicendamento che interessa alcune parrocchie», guardando alla sinodalità, istanza che qui da noi si concreta nell’«esigenza di collaborare, condividendo anche il servizio di parroco». Questo – lo evidenzia il Vescovo – «è un cammino che interesserà tutte le comunità della diocesi». Il vescovo, dopo essersi dichiarato ‘riconoscente’ con i sacerdoti per la disponibilità dimostrata, incoraggia le comunità «con gratitudine e stima a continuare e crescere nella fede, nella speranza e nella carità». —



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