Morì con la moto dell’amico a Belluno. Famiglia chiamata a risarcire

L’incidente che ha portato alla morte di Fabio Natale nel 2020

Fabio Natale si schiantò sul Ponte Dolomiti con l’Aprilia presa senza permesso. Ora l’amico chiede i danni. Nell’incidente restò ferita anche la sua fidanzata

BELLUNO. Morì sei giorni dopo lo schianto con la moto di un amico. E la sua ragazza rimase gravemente ferita sull’asfalto del ponte Dolomiti, ma ora, a distanza di tempo sta molto meglio. Fabio Natale, il caporalmaggiore scelto del Settimo reggimento Alpini, non avrebbe chiesto il permesso di prendere l’Aprilia 1000 al proprietario, ma essendo deceduto non è più possibile accusarlo di nulla, nel caso specifico di furto aggravato.

Ma se non si raggiungerà un accordo fuori dalle aule di giustizia, partirà una causa civile nei confronti della famiglia del militare di Caserta per il risarcimento danni. La motocicletta infatti è diventata inservibile e l’assicurazione fa il suo mestiere.

L’uomo al quale è intestato il motoveicolo ha chiesto all’avvocato di fiducia Giorgio Gasperin di procedere e l’eventuale prima udienza si svolgerà dopo l’estate, quando sarà passato più o meno un anno da quella maledetta sera di settembre.

Fabio Natale avrebbe compiuto 32 anni a dicembre e aveva sul sellino posteriore la fidanzata Krystyna Bahriy, una 25enne di nazionalità ucraina, che all’epoca faceva la barista in un locale del centro di Belluno.

L’uomo non aveva esperienze passate con una motocicletta così potente e in quella sera di fine estate stava viaggiando da via Sarajevo in direzione Col Cavalier.

Arrivato all’inizio del ponte Dolomiti, ha perso il controllo del mezzo ed è andato a schiantarsi contro il primo palo dell’illuminazione pubblica. I due fidanzati sono stati rimbalzati in strada e sia l’urto che l’atterraggio sono stati violentissimi. Fin da subito, le condizioni di Natale sono sembrate gravissime ai soccorritori, che hanno dovuto intubarlo, perché il ragazzo non era cosciente e faticava a respirare.

Fortissimo il trauma cranico, nonostante indossasse il casco e i medici del San Martino gli diagnosticheranno pesanti lesioni cerebrali. Solo dopo alcuni giorni, le sue condiziono sono leggermente migliorate e questo ha permesso il suo trasferimento al Ca’ Foncello di Treviso, dove però non è stato possibile salvargli la vita e il giovane è deceduto sei giorni dopo l’incidente.

Il proprietario della moto sostiene di non avergli mai dato il permesso di prenderla e andare a fare un giro e non ha ancora visto un euro a risarcimento del danno subito. L’uomo chiede la corresponsione dei danni sofferti, pur con tutto il rispetto per una famiglia che sta ancora soffrendo per il suo lutto e che potrebbe essere chiamata a risarcire anche la ragazza di Natale. Nello schianto, non sono rimaste coinvolti altri veicoli o pedoni. All’altezza dei lampione, c’è sempre un mazzo di fiori a ricordo di quella tragica serata.

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